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Pescia, asta ex Del Magro. Il sindaco: «Nessuna offerta, l’amministrazione non è visionaria»

di Maria Salerno

	La demolizione di parte dei fabbricati nel 2017 (foto Nucci)
La demolizione di parte dei fabbricati nel 2017 (foto Nucci)

La discussione nell’ultimo consiglio comunale

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Pescia «Inappropriato discutere in consiglio comunale dell’eventuale partecipazione del Comune a un’asta pubblica, vista la complessità e le molteplici implicazioni della faccenda». Così il sindaco Riccardo Franchi ha risposto all’interrogazione nella quale il consigliere Alessio Spelletti chiedeva se l’amministrazione stesse valutando la partecipazione all’asta giudiziaria del prossimo 15 maggio per l’acquisizione di una porzione dell’area ex Del Magro (base d’asta 140mila euro).

Un tema molto dibattuto in città nelle ultime settimane, soprattutto da quando la neonata associazione Dorotea ne ha fatto il suo principale “cavallo di battaglia” non perdendo occasione per segnalare agli amministratori la potenziale lungimiranza dell’investimento, sia a livello urbanistico che a livello strategico, per lo sviluppo del centro storico. «Non è nostro compito discuterne in una sala consiliare – ha ribadito il primo cittadino – il nostro compito è quello di parlare di indirizzi politici, di avere una visione, non di essere visionari. Tutti siamo consapevoli che quella sarà un’area determinante per il futuro della nostra città, ma non dobbiamo commettere errori, dobbiamo monitorare e discutere delle eventuali possibilità che quest’area ci darà nel futuro perché è funzionale al rilancio del territorio, ma è una zona che andrà bonificata e che richiederà ingenti risorse per la sua riqualificazione. Per tutto questo saranno necessari percorsi talmente delicati e importanti da essere valutati nelle sedi opportune, in primis negli uffici e solo successivamente in consiglio comunale e soprattutto non a ridosso di un’asta pubblica andremo a parlare di cifre e interessi».

Il consigliere Spelletti ha dunque accusato l’amministrazione - di cui fino a pochi mesi fa faceva parte - di avere utilizzato l’area ex Del Magro in campagna elettorale promettendo la realizzazione di un parcheggio fortemente agognato dai residenti del centro storico, ma soprattutto di non avere ancora maturato, a distanza di un anno e mezzo dalla scadenza del mandato, un progetto su quell’area. Anche il resto della minoranza ha lamentato l’assenza di progettualità sull’area, che nell’ultima seduta del consiglio comunale è stata oggetto, oltre che dell’interrogazione di Spelletti, anche di quella del gruppo Pescia Cambia, volta ad indagare oltre alla valutazione da parte dell’amministrazione se l’asta imminente sia «un fatto meramente privatistico oppure un passaggio rilevante per il futuro assetto urbanistico e funzionale della zona», anche quali iniziative intenda assumere e soprattutto per quale motivo nella programmazione dell’ente non risultino oggi previste, o comunque non risultino chiaramente illustrate, opere o interventi significativi riferiti alla riqualificazione dell’ex fabbrica, nonostante la rilevanza strategica del comparto.

Ma qual è la ragione per cui il Comune non potrebbe prendere parte a un’asta facendo un’offerta per l’acquisizione dell’area? Ancora Spelletti ha formalmente richiesto che gli vengano fornite le specifiche tecniche, anche se in parte ci ha pensato il consigliere Giancarlo Mandara (Voltiamo Pagina), il quale da avvocato ha sottolineato che «l’asta per quanto si continui a definirla pubblica, non è pubblica»; è lo stesso meccanismo di partecipazione che prevede la presentazione di un’offerta segreta per via telematica il cui contenuto conosce solo l’offerente. «Se il Comune intendesse partecipare andrebbe contro la segretezza dell’asta stessa già nel momento in cui andasse a fare un atto di indirizzo, perché si paleserebbero cifre e volontà di partecipazione, il che confligge con quel meccanismo di segretezza già a partire dall'importo che si intente stabilire per l'offerta. Quindi al netto della suggestione, tecnicamente non è possibile», così Mandara.

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