Il Tirreno

Montecatini

Le indagini

Pescia, dipendente assenteista all’ospedale: pedinato anche dagli ispettori Asl

di Redazione Montecatini

	L'ospedale
L'ospedale

Un mese di osservazioni e appostamenti prima della segnalazione ai Nas. L’uomo è accusato dei reati di truffa allo Stato e di falsa attestazione di presenza in servizio

2 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. Dipendente assenteista dell’Asl Centro, in servizio all’ospedale di Pescia: l’azienda sanitaria rivendica il lavoro del proprio Servizio Ispettivo per stanare l’uomo che, dopo aver timbrato il cartellino, se ne andava a mangiare al ristorante, a fare la spesa e a trascorrere pure del tempo a casa propria. Insomma, tutto fuorché lavorare come avrebbe dovuto.

«Un mese di osservazioni dirette, appostamenti e pedinamenti da parte del Servizio Ispettivo – scrivono dall’Asl Toscana Centro – prima della segnalazione ai carabinieri del Nucleo antisofisticazione e sanità di Firenze, coordinati dalla Procura di Pistoia, gli ispettori Asl, nell’ambito delle attività di controllo sul personale, hanno svolto una minuziosa istruttoria documentale e successivamente avviato osservazioni dirette sul dipendente. Sono stati impegnati in questa attività cinque ispettori che dal momento in cui hanno inviato la segnalazione ai Nas, hanno operato sempre in stretta collaborazione con i carabinieri fino al 21 aprile, il giorno dell’arresto in flagranza di reato».

Per l’azienda sanitaria «che continua a svolgere un ruolo attivo nel monitoraggio dei propri dipendenti, a tutela del servizio pubblico, il percorso è tutt’altro che chiuso. L’azienda si è subito attivata per le procedure interne e proseguirà nei prossimi giorni con le attività di propria competenza», viene sottolineato. Non è escluso dunque un licenziamento dell’uomo, denunciato per truffa in danno dello Stato e falsa attestazione della presenza in servizio, con la misura cautelare disposta dal Gip di Pistoia della sospensione dal servizio per la durata di 12 mesi.

Il dipendente infedele è stato colto in flagranza di reato martedì scorso: dopo aver timbrato l’ingresso in servizio alle 8,30 si dirigeva in un bar del centro di Pescia, poi consumava il pranzo, sempre risultando formalmente in servizio, in un ristorante di Buggiano, quindi andava a casa sua restandovi per due ore. Successivamente l’uomo riprendeva la sua auto e ritornava in ospedale alle 16, ma solo per effettuare la timbratura di fine servizio.

Se ne parla ora

L’inchiesta

Rocchi indagato per frode sportiva: arbitri “graditi” all’Inter, gomitata di Bastoni e la lettera che ha scatenato tutto. «Mi autosospendo»

di Redazione web
Speciale Scuola 2030