Pescia, per fare da pungolo alla politica nasce il movimento “Dorotea”
I promotori: «Rivolgeremo proposte concrete all’amministrazione»
Pescia Si chiama “Dorotea”, come la santa patrona di Pescia, il neonato movimento civico politico e culturale che ha presentato alla stampa il proprio manifesto d’intenti. La scelta del nome è stata dettata dalla volontà di riunire sotto un «significato unificante e caratterizzante» la realtà pesciatina «anello di congiunzione tra religioso e laico» ma è anche un acronimo che vuol dire «dove obiettivi rispettano origini tradizioni efficienza avanguardia», che intende rispecchiare i principi e il metodo che ispira il lavoro, le idee, le progettualità del gruppo.
Ma chi c’è dietro il movimento? Da quando il nome e il simbolo (un delfino stilizzato che richiama quello presente nello stemma comunale) hanno iniziato a circolare tutti si domandano chi sono i componenti e soprattutto cosa intendono fare. E soprattutto si tratta di una lista civica che intende correre alle prossime amministrative? «Al momento no – assicura il coordinatore Andrea Bini – il nostro obiettivo è semplicemente (si fa per dire) quello di rivolgere proposte concrete all'amministrazione sulle quali si dibatte da anni, ma senza che siano mai giunte risposte. Nulla, poi, impedirà in futuro a chi del gruppo ha questa aspirazione scendere in campo». Il gruppo è composto da cittadini, professionisti, lavoratori accomunati dall’amore per la loro città che intendono “donare” il proprio impegno alla comunità partendo dalla considerazione che da troppo tempo si vive un forte disagio dovuto alla «totale mancanza di competenza di chi ha amministrato Pescia negli ultimi anni».
La neo formazione non lesina critiche alla classe politica e amministrativa, rea di non avere nessuna visione prospettica sul futuro della città, né capacità di programmazione e ancora meno coraggio. Ciò che Dorotea si propone di fare è sviluppare una serie di proposte e idee concrete, concentrandosi su alcune tematiche centrali fondamentali per il rilancio della città, come ad esempio: il consolidamento e rafforzamento del ruolo di “Pescia città di servizi” per la Valdinievole e la piana lucchese; la realizzazione di una nuova area industriale sulla direttrice della via Romana che, per la sua vicinanza all’autostrada e per la posizione strategica che ricopre, si propone come area ideale per attrarre imprese; il recupero dell’idea di una mostra promozionale del fiore e delle piante di carattere internazionale che abbia, ad oggi, connotazioni più moderne; il rilancio del progetto-Collodi per definire termini e potenzialità di una strategia che sicuramente cambierebbe i destini di tutto il territorio; la realizzazione di un piano parcheggi; il recupero dell’area ex del Magro; la rivitalizzazione del centro medievale della città; l’utilizzo dell’ex Mercato dei Fiori in modo razionale e continuativo; il recupero del centro storico con la lotta all’abusivismo edilizio e abitativo.
«Per fare questo ci vogliono amministratori capaci e coraggiosi di cui ormai da anni a Pescia notiamo l’assenza», dicono i promotori di Dorotea. All'interno del gruppo coordinato da Andrea Bini ci sono anche Nicola Del Ministro, Daniele Zucconi, Antonio Bellandi, Eva Drammis, Fabrizio Sonnoli, Cristina Rossellini e Lucia Guidi.
