Il Tirreno

Montecatini

La tragedia

Ivo Giuliani morto nel crollo del casolare: la fuga di gas, l'esplosione e le fiamme – Il corpo trovato sotto le macerie

di Luca Signorini

	Il casolare ad Aramo sventrato dalla esplosione (foto Nucci) e la vittima Ivo Giuliani
Il casolare ad Aramo sventrato dalla esplosione (foto Nucci) e la vittima Ivo Giuliani

La deflagrazione ha fatto crollare il tetto e il primo piano, sventrando parte della facciata in pietra. La vittima, 65 anni, era stato tra i fondatori di Forza Italia a Pescia

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PESCIA. Quello che si è temuto fin da subito, ha iniziato a concretizzarsi nelle prime ore della mattina, quando i vigili del fuoco hanno spento le fiamme. Sotto le macerie c’era ciò che rimaneva di un uomo, individuato a brandelli e recuperato non senza difficoltà. L’esplosione all’alba - intorno alle 5 - in un casolare di Aramo, a metà di uno stradello sterrato proprio sotto il borgo arroccato della Valleriana, sopra Pescia, ha fatto una vittima: si tratta di Ivo Giuliani, 65 anni, che abitava da solo in quelle mura in pietra, due piani sgretolati su se stessi.

Causa della deflagrazione probabilmente una fuga di gas, ma saranno i rilievi degli specialisti ad appurarlo con certezza. Emerge che l’abitazione non fosse più collegata al bombolone esterno del gpl - che non ha subito danni nonostante il botto tremendo - ma venisse alimentata da semplici bombole di gas. Una di queste avrebbe provocato la detonazione che ha sbriciolato la casa, poi avvolta dalle fiamme.

Il primo piano è venuto già insieme al tetto, sono piegate le inferriate alle finestre, massi e pietre sparsi nell’aia, fin sullo sterrato. Non c’è più una parte della facciata. L’uomo si trovava al piano superiore nella camera da letto, poi sommerso dalle macerie. È crollato tutto.

Chi indaga non esclude alcuna ipotesi: una drammatica fatalità - causata da una perdita o da una bombola di gas inavvertitamente lasciata aperta - ma anche il gesto volontario di Giuliani, che da quanto si apprende si trovava da tempo in difficoltà economiche. Almeno questo è quanto raccontano alcuni vicini svegliati dall’esplosione e un cugino del 65enne, tra i pochi parenti rimasti in zona visto che molti suoi familiari sono emigrati da tempo negli Stati Uniti, e con i quali aveva rotto i rapporti per passati dissidi.

Giuliani fino a qualche anno fa lavorava in una cartiera sopra Villa Basilica, oggi non più attiva. In gioventù aveva avuto esperienze come cameriere, per esempio al bar Pulter in piazza Mazzini a Pescia. Era stato tra l’altro tra i fondatori e dirigente di Forza Italia a Pescia, partito che comunque non lo vedeva più attivo e che aveva lasciato ormai da diversi anni.

L’ex operaio viene descritto come un uomo solitario, senza tanti amici e interessi. E proprio nel silenzio dell’alba di Aramo ha trovato la morte, quando un boato ha svegliato il paese, una ventina di residenti in tutto e tante case estive di proprietà di famiglie non della zona e anche straniere (soprattutto tedesche e polacche). Come la famiglia di Prato che ha scelto come buen ritiro la parte di casolare a ridosso delle mura esplose.

Ad Aramo ieri mattina un imponente spiegamento di forze di vigili del fuoco (mezzi da Pescia e Montecatini), con due squadre dell’Usar (Urban search and rescue) da Prato e Lucca, utilizzati anche dei droni per la visione dall’alto. Poi i carabinieri della locale stazione con il comandante Francesco Marraccini e la polizia del commissariato di Pescia, guidato dal vicequestore aggiunto Andrea Natale. Un via vai tra l’alba e la mattina come non si vedeva da tempo su questa rocca, ma quando si muore, si muore soli. 


 

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