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Zona Rossa a Montecatini, i commercianti: «La nostra città non è blindata, negozi e ristoranti sono aperti»

di Simona Peselli
Zona Rossa a Montecatini, i commercianti: «La nostra città non è blindata, negozi e ristoranti sono aperti»

Le voci dei titolari delle attività dopo il via libera al provvedimento. «Noi ci siamo, ora riprendiamo in mano certe zone lasciate in degrado»

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Montecatini Zona Rossa, ma negozi aperti a Montecatini. È il messaggio principale che i commercianti vogliono rivolgere a clienti e turisti. «Che non passi soltanto la notizia di un centro blindato da forze di polizia – commenta un commerciante – nonostante tutto la nostra cittadina vanta bellissime vie dello shopping, con attività spesso a carattere familiare in cui vengono investiti denari, passione e molto tempo. È giusto che tanta fatica possa essere valutata e ricambiata con apprezzamenti positivi e rispetto. Le nostre attività ci sono e continueranno ad esserci. I clienti possono continuare a venire tranquillamente».

La tensione viaggia sul filo di coloro che ogni giorno con costanza e sacrificio tirano su le saracinesche e offrono prodotti di qualità sia ai residenti che ai turisti di passaggio. L'istituzione di tre mesi della Zona Rossa con ordinanza prefettizia dovrà poter garantire tranquillità e sicurezza a chi lavora e ai clienti stessi. Lo ribadisce anche Giovanni Rotti, patron della storica e pluripremiata Enoteca da Giovanni, situata proprio in una delle zone calde come via Garibaldi. «Tutto ciò che riguarda la sicurezza – conferma Rotti – è benvenuto e apprezzato. Lo sanno bene anche i nostri politici. Sarebbe auspicabile e molto bello poter contare su un po' di stabilità in questa nostra meravigliosa città. Anche perché parlarne sempre male non giova proprio a nessuno».

Non ha dubbi Sergio Chimenti, titolare del ristorante Corsaro Verde, che in linea d'aria si trova a poche decine di metri dalla Taverna di Poldo dove è avvenuto il tentato omicidio che ha ridotto in fin di vita un uomo raggiunto da un colpo di pistola, in piazza XX Settembre (la paninoteca è stata chiusa per 30 giorni). «La Zona Rossa è importante per riprendere possesso di certi quartieri che erano in mano a bande di criminali – dice Chimenti – ma allo stesso tempo bisogna attuare un piano di rivalutazione di queste zone. Con interventi mirati, mercatini, eventi musicali, accompagnando tutto con una pubblicità positiva per le zone che fino ad ora sono state al centro della cronaca. La sera quando esco dal lavoro mi fermo in mezzo alla piazza ad assaporare la pace ritrovata. Speriamo che non sia un fuoco di paglia. Per festeggiare il 29 gennaio organizzo la serata piemontese con la bagna cauda, vitello tonnato e agnolotti».

In piazza del Popolo soddisfazione da parte di Alessandra Michelozzi, titolare del negozio di abbigliamento da bambini Sarabanda. «Sono d'accordo con il provvedimento – afferma – perché fino ad oggi la situazione era insopportabile. Troppa delinquenza. Qui in piazza solo droga, spaccio e paura. Dalle 18 in poi il deserto. Chiudo alle ore 19,30 e per fortuna con me c'è mio marito, sennò da sola non resterei proprio». Messaggio positivo anche dal ristorante Centrale sempre in piazza del Popolo. «Speriamo che i delinquenti vengano allontanati e che ci sia una costante presenza di forze dell'ordine – sostengono dal locale – i turisti e i clienti hanno veramente paura e hanno timore anche a passeggiare. La situazione è di terrore e insicurezza. Anche i dipendenti la sera quando chiudiamo hanno timore. Bisogna eliminare questo degrado».

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