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Scuole, fumata grigia sugli accorpamenti in Valdinievole. La palla passa alla Provincia
Dalla Conferenza zonale due proposte sulle tre necessarie e cresce il rischio di fusione tra istituto agrario e Lorenzini
Montecatini Alla fine è stato scelto di non decidere, il che, in pratica, potrebbe voler dire accorpamento degli istituti pesciatini Anzilotti e Lorenzini, con una soluzione che scontenta tutti, a partire da chi, in un certo senso, l’ha “decisa senza decidere”. Difficile trovare un vincitore nella riunione di lunedì 10 novembre della Conferenza zonale dell’istruzione. Più che di “vincitori” al limite si può parlare di “salvati”, e in quel senso il mezzo miracolo lo ha fatto Buggiano con le ipotesi di accorpamento che coinvolgevano l’istituto Cavalcanti tutte bocciate.
La premessa
Il quadro di partenza è quello noto. Alla Regione dovevano essere indicati tre accorpamenti, per venire incontro alle imposizioni governative sulla riduzione delle dirigenze scolastiche. Nei precedenti vertici tra sindaci su un paio di queste fusioni l’accordo, seppur sofferto, era stato trovato: unire i comprensivi di Larciano e Lamporecchio e ritornare a un’unica direzione didattica per i due comprensivi di Monsummano. All’appello mancava la terza fusione, ed eccola lì la miccia da cui è partita la deflagrazione. L’ipotesi sul tavolo era sempre la solita ventilata ormai da tempo, ossia mettere assieme due realtà diverse - unite solo dal fatto di trovarsi nella stessa città - come il liceo Lorenzini e l’istituto agrario Anzilotti. Una proposta bocciata da quasi tutti, ma la ricerca di un’alternativa da parte della Conferenza zonale (che poteva riguardare solo gli istituti comprensivi, in quanto competenza dei sindaci) non ha avuto esito. Erano tre le ipotesi sul tavolo, ma alla fine dal cilindro non è emerso nulla. E i giorni trascorsi dalla riunione della scorsa settimana non sono serviti ad appianare le divisioni emerse già allora. A nulla sono servite le telefonate e le audioconferenze tra sindaci andate avanti sino a domenica sera, e proseguite nell’anticamera della sala consiliare del consiglio comunale fino a pochi minuti prima della riunione di ieri mattina. La quadratura del cerchio non è stata raggiunta. O, meglio, è stata raggiunta nel non trovare la terza soluzione.
La riunione
Nel corso del confronto a porte chiuse non sono mancati momenti di tensione, in particolare tra i primi cittadini di Pescia e Montecatini, e il confronto è andato avanti per quasi quattro ore, con i sindaci sostanzialmente divisi in due gruppi, quelli che possono essere simbolicamente definiti come i “ribelli” (Larciano, Pieve a Nievole, Uzzano e Pescia) da una parte, e poi tutti gli altri.
I voti
La prime votazioni, sostenute dai sindaci “ribelli” e bocciate dagli altri riguardavano la proposta di opporsi agli accorpamenti come fatto da altre realtà toscane (in sostanza di rifiutarsi di presentare delle soluzioni a un obbligo contestato), nonché la proposta di far decidere caso per caso solo i Comuni direttamente interessati. Passate invece, e su questo non c’erano molti dubbi, le proposte di accorpamento dei due istituti comprensivi di Larciano e Lamporecchio, con Larciano che ha votato contro e Pieve, Pescia e Uzzano che non hanno partecipato, così come questi tre Comuni non hanno preso parte al voto per l’accorpamento dei due comprensivi monsummanesi (mentre Larciano e Monsummano si sono astenuti). Ma se fin qui le cose sono scivolate via relativamente tranquille, sul terzo punto è scoppiata la bagarre. Sull’ipotesi di accorpamento dell’agrario e del Lorenzini, trattandosi di istituti di competenza provinciale, i sindaci potevano esprimere solo un’indicazione, e con la sola eccezione del sindaco di Montecatini che ha votato a favore, tutti hanno votato contro l’ipotesi di accorpamento delle due scuole. Ma sulle proposte alternative, queste sì di competenza dei sindaci, non è stata trovata alcuna alternativa: Senza alcun voto a favore, infatti, sono state respinte, le tre opzioni sul tavolo, ossia quella dell’unico grande istituto comprensivo a Pescia (un gigante di 2mila studenti, difficile da gestire); unire il comprensivo Montalcini di Pescia e Uzzano con il Cavalcanti di Buggiano, oppure fare un’unica direzione didattica tra Massa Cozzile e Buggiano. Come detto nessuna di queste opzioni è stata “promossa” e così la Conferenza si è chiusa con due soluzioni sulle tre richieste.
E adesso?
Ora la parola passerà alla Provincia che dovrebbe aggiungere la soluzione mancante da girare a sua volta alla Regione, che sarà chiamata a decidere. E qui rientra in gioco l’ipotesi dell’unione tra Lorenzini e Anzilotti, istituti superiori di competenza appunto della Provincia. E iul condizionale è d’obbligo, perché non è affatto escluso, anzi, è molto probabile, che quella fusione non troverà un sostegno adeguato, con il rischio di far ripartire la discussione da capo, mentre il tempo scorre inesorabilmente. Il tutto con l’incognita del ricorso presentato contro l’obbligo degli accorpamenti e la cui sentenza è attesa per il 18 novembre, e che potrebbe - questa la speranza - annullare tutto, rendendo il dibattito e relativi veleni solo un (brutto) capitolo di una storia da richiudere nel cassetto. l
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