Italia
Addio a Lorenzo Miniati, l'ultimo fiaccheraio di Montecatini: i tour in carrozza, i film con Sordi e l’amore per la città
Lorenzo Miniati, originario di Pieve a Nievole, se n’è andato a 92 anni. Con il suo cavallo portava i turisti ad ammirare la città
MONTECATINI. Fra i mezzi di locomozione in uso nei secoli scorsi merita senza dubbio una menzione speciale il romantico fiacre, sostantivo transalpino che deriva dal nome di una rimessa di Parigi, che già alla metà del Seicento dava a nolo carrozze per il santuario di Saint Fiacre a Meaux e aveva stampata l’insegna del santo eremita sulla vettura.
In Italia assunse la denominazione di carrozza o carrozzella da piazza mentre in Toscana, e specialmente in Valdinievole per assonanza con la nostra cadenza, venne spontaneo l’adattamento a fiàcchere. Di conseguenza il conducente prese il nome di fiaccheraio, persona di solito discreta e riservata mai invasiva, ma allo stesso tempo profonda conoscitrice di ogni angolo del proprio territorio, che viveva quasi in simbiosi con l'amato quadrupede. L'ultimo grande leggendario fiaccheraio della cittadina termale, all'anagrafe Lorenzo Miniati, Cavaliere del Lavoro, da Pieve a Nievole se ne è andato pochi giorni fa, alla veneranda età di a 92 anni circondato dall'affetto dei suoi familiari.
Nonostante un’intensa vita professionale, che lo vedeva occupato durante il giorno sul camion adibito al trasporto dei quadrupedi e quindi, per oltre 40 anni, legato agli impegni all'interno dell'Ippodromo Sesana. Ma trovava sempre il tempo per portare cavallo e carrozza in piazza del Popolo e far salire a bordo turisti e personaggi famosi che frequentavano le nostre Terme, per visitare la bella Montecatini di allora, oppure semplicemente per far sgambare il fedele compagno di lavoro. Spesso poi molte scuderie gli affidavano i cavalli reduci da infortuni, in quanto l'andatura sul selciato o sull'asfalto, era l'ideale per potenziarne la muscolatura e lui sapeva quando forzare o quando segnare i passo. A volte il comando verbale non serviva neppure: bastava un cenno d'intesa in maniera particolare con l'affezionato e intelligente Moro, col quale ha partecipato ai film con Alberto Sordi. L'attore romano spesso si fermava a consumare con lui sul prato dello stabilimento il Tettuccio il cestino che la produzione dava a pranzo agli attori.
Questa speciale collaborazione col cinema italiano iniziò nel lontano 1972 col Pinocchio di Comencini, fra leggende quali Gina Lollobrigida e Nino Manfredi, e continuò con la partecipazione a “Il Petomane di Pasquale Festa Campanile” fino alla “La mandrakata” con Gigi Proietti. Altri bagnaioli diversamente giovani ricordano invece il sempre sorridente Lorenzo con tanto di tuba e frack ai matrimoni con l'obbligo di far arrivare tardi la sposa all'altare, da tradizione. Tanto che quando il Moro vedeva la carrozza addobbata sapeva che doveva prendersela comoda. Il Comune di Montecatini qualche anno fa, gli ha donato una targa di ringraziamento per il suo prezioso contributo a rendere la Valdinievole un luogo migliore. Con lui se ne va una parte importante e mai più sostituibile di Montecatini. Buon viaggio ultimo dei fiaccherai.
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