Il Tirreno

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Il lutto

Pescia, addio a storico volontario ed ex sindacalista

di Luigi Spinosi
Massimo Giuntini
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Massimo Giuntini

Era un punto di riferimento del mondo dell’associazionismo e della Montagna Pesciatina

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PESCIA. Ha passato la sua vita a combattere, lo ha fatto sempre contro le ingiustizie sociali e contro la perdita della memoria storica, e, infine, contro la malattia che da tempo lo aveva aggredito. Battaglie condotte sempre a testa alta, anche contro quel male terribile che alla fine ha preso il sopravvento. Si è spento così, sabato mattina (4 gennaio) nella sua casa di San Quirico, all’età di 57 anni, Massimo Giuntini. La notizia della sua scomparsa, seppur non inaspettata, ha comunque colto di sorpresa tutti, destando un profondo dolore. Questo per la personalità di Massimo, in prima linea in tutte le iniziative per la comunità, che si trattasse di politica o di volontariato, un attivismo che nemmeno la malattia che lo attanagliava era riuscita a frenare: appena pochi giorni fa aveva partecipato al Focarone di San Silvestro a San Quirico.

Chi era

Dipendente di Alia Servizi Ambientali, e politicamente impegnato a sinistra, Massimo Giuntini aveva anche svolto attività sindacale. Ma il suo preoccuparsi per il prossimo e per la comunità lo aveva portato anche manifestare il suo impegno nell’associazionismo. Valori trasmessi dal padre Ferruccio, giovanissimo partigiano pesciatino che combatté a fianco di Pippo, nome di battaglia di Manrico Ducceschi, e scomparso quando Massimo era ancora un bambino. E quegli ideali di libertà e giustizia sociale, hanno sempre accompagnato l’esistenza di Massimo Giuntini, così come il suo impegno a non far cadere nell’oblio la lotta di chi, per quei valori, aveva combattuto durante la Liberazione.

Lo stesso impegno e la stessa passione Massimo Giuntini le aveva messe nel mondo del volontariato. Consigliere dell’Avis di Pescia, era diventato un punto di riferimento per la sua terra di adozione, ossia la Montagna Pesciatina, dove lui, originario della città in piano, si era trasferito (nella castella di San Quirico) dopo il matrimonio. Anima della Pro Loco di San Quirico e dell’Associazione Convivio Arte, Storia, Territorio, era in prima linea in ogni iniziativa che riguardasse la Valleriana.

I messaggi

Tante, tantissime, le testimonianze di cordoglio arrivate ai familiari e agli amici di Massimo. «Caro, carissimo Massimo Giuntini – scrive la Pro Loco di San Quirico – un ultimo abbraccio forte a un nostro carissimo amico». «Ho appreso la notizia della scomparsa di Massimo Giuntini – scrive invece l’ex sindaco di Pescia Oreste Giurlani – un amico, un amante della montagna e della famiglia. Lo ricordo sempre attivo , disponibile per la comunità. Aveva proprio la passione per la nostra montagna. Lo voglio ricordare nella sua frazione di San Quirico: forte, determinato con tanta voglia di vivere. Un esempio. Condoglianze di cuore alla famiglia».

«Questa mattina è arrivata la notizia che nessuno di noi avrebbe voluto ricevere con la perdita di Massimo Giuntini – fa eco l’attuale sindaco Riccardo Franchi – A nome dell'amministrazione comunale voglio esprimere vicinanza alla famiglia con le nostre sentite condoglianze. Massimo è stato un grande lottatore sia per i diritti dei lavoratori, sia nell'ultima battaglia con la malattia che ha combattuto fino alla fine. Addio Massimo». «Di Massimo voglio ricordare l'attaccamento alla nostra montagna – scrive invece il vicesindaco Luca Tridente – e le numerose chiacchierate sulla sinistra e sulla politica nazionale. Recentemente avevamo collaborato per le iniziative de “La Montagna a Fumetti”, iniziativa che aveva fortemente voluto organizzare a Pescia con l'Associazione Convivio. Grazie Massimo, ci mancherai tanto. Condoglianze vivissime alla famiglia».

E proprio dall’Associazione Convivio arriva uno dei ricordi più toccanti: «Con profonda tristezza condividiamo la notizia della scomparsa di Massimo Giuntini, amico e membro attivissimo della nostra associazione. Con il suo entusiasmo e la sua energia ha contribuito a valorizzare la cultura e la storia del nostro territorio. Massimo ha lasciato un segno indelebile non solo in Convivio, ma anche in tutte le realtà del territorio della Valleriana e di Pescia, costruendo legami preziosi e promuovendo iniziative con la passione e la dedizione che lo hanno sempre contraddistinto. Ha affrontato la malattia con lo stesso coraggio e determinazione che ha dimostrato in ogni sfida della sua vita, senza mai arrendersi. La sua forza e il suo spirito rimarranno un esempio per tutti noi. Ci stringiamo con affetto alla famiglia e agli amici, onorando il ricordo di una persona straordinaria che ci mancherà profondamente. Proprio nel suo ricordo, memori dell’impegno che Massimo ha profuso, ci sentiamo ancora più in dovere di continuare il nostro lavoro e i nostri progetti nell’associazione, affinché la solidarietà continui a passare per la cultura. Ciao Massimo. Grazie per tutto».

Massimo lascia la moglie Roberta, una figlia adolescente e il fratello Valerio, cui va l’abbraccio della nostra redazione. Ancora da stabilire, al momento, la data dei funerali. 

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