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Buggiano, arriva un supermercato Conad al posto dello storico bar
Sorgerà in corso Indipendenza a Borgo a Buggiano, l’inaugurazione a marzo
BUGGIANO. Le saracinesche si sono abbassate un paio di anni fa, mese più, mese meno, ma con l’approssimarsi della primavera saranno riaperte, anche se al di là non troveremo più l’antico bancone da cui generazioni di borghigiani hanno preso caffè, vino, liquori o spume, ma il banco gastronomia, e tanti scaffali.
Il cantiere e il nuovo supermercato
Stiamo parlando del Caffè Moderno di corso Indipendenza, davanti al quale da qualche tempo sono comparse le recinzioni da cantiere. Questo perché quel fondo sarà trasformato: al posto del bar, e degli spazi destinati agli appassionati di biliardo e ai tavolini in cui si sono disputate accese contese di tressette, briscola e scopa, sorgerà uno spazio commerciale, un Conad City per la precisione. Si tratta di quello che tecnicamente si definisce un “supermercato di prossimità”, uno spazio commerciale un po’ più grande del classico negozio di vicinato, ma non grande quanto un tradizionale supermarket. Un supermercato di quartiere, come viene altrimenti indicato: uno spazio di poche centinaia di metri quadrati a servizio dei residenti del centro storico di Borgo a Buggiano dove in effetti manca un esercizio del genere. Certo, ci sono diversi supermercati nel territorio, anche non lontanissimo da qui, ma che richiedono quasi sempre l’uso dell’automobile per essere raggiunti, ma manca un negozio dove fare la spesa semplicemente uscendo di casa senza prendere la macchina. E anche se tecnicamente non potrà essere definito “negozio di vicinato”, nei fatti questo sarà per la comunità borghigiana.
L’inaugurazione
Ancora non si conoscono i dettagli dell’operazione, a partire dalle eventuali (e quante) assunzioni. L’unico dato che emerge dalle indiscrezioni è che, cantiere permettendo, l’inaugurazione del Conad City dovrebbe essere fatta a marzo, probabilmente in una data fortemente simbolica, ossia l’8, che oltre a unire il giorno prefestivo (sarà un sabato), particolarmente indicato per i tagli del nastro, sarà anche il giorno della Festa della Donna.
La notizia dell’apertura del supermercato di prossimità porta a sentimenti e considerazioni contrastanti. Da un lato c’è l’immancabile “effetto nostalgia”, dettato dalla scomparsa di un locale, come il bar Moderno della famiglia Bernardi, che ha fatto parte della vita di tante generazioni di borghigiani. Uno degli ultimi bar a cedere ai tempi che cambiano, e a mantenere a lungo lo stile e il clima del classico bar anni Sessanta e Settanta, quello, per intendersi, immortalato dallo scrittore Stefano Benni nel suo capolavoro “Bar Sport”. Un “bar peso”, per usare la definizione carica di affetto e malinconia dello stesso Benni. Bar che in un passato ancor più remoto faceva un tutt’uno con l’omonimo cinema, uno dei primi ad aprire con la nascita della settima arte, ma anche tra i primi a cedere il passo ai tempi che cambiavano (anche se la sala c’è ancora). Cinema ricordato, fra le altre cose, per aver dato lavoro a un allora bambino, che in quella sala vicino alla casa di famiglia, vendeva noccioline e stuzzichini agli spettatori per aiutare la propria famiglia. Un bambino che si chiamava Benito Lorenzi, e che ribattezzato “Veleno” sarebbe diventato una bandiera dell’Inter.
Una crisi del commercio contenuta
Sentimenti di nostalgia dicevamo, ma anche sensazioni positive. Intanto per l’arrivo di un servizio di cui, a Borgo, c’era effettivamente bisogno, ma che fa risaltare anche una certa vivacità commerciale di questo paese di poche migliaia di anime. Certo, anche qui non mancano delle saracinesche abbassate, ma in misura decisamente minore a quanto si avverte in altre realtà anche vicine. Una città vivace anche per l’offerta commerciale, anche inaspettata in una realtà così piccola: restando solo nelle poche centinaia di metri di corso Indipendenza basti pensare al negozio di elettronica Zucconi attivo da decenni, o alla pasticceria Giovannini diventata un punto di richiamo anche per chi non è di Buggiano, o l’ottica Menicocci, o il liutaio e negozio di chitarre Pdb Guitars Lab, o, ancora, mentre ovunque questo tipo di negozi chiude, la libreria Michelotti che ha recentemente festeggiato il secolo di attività. E gli esempi potrebbero andare avanti a lungo, a dimostrare che, talvolta, piccolo è bello (e funziona).
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