Valdinievole, truffatore dello specchietto arrestato dopo la lunga fuga
Appostato a bordo strada aveva già raggirato due anziani
Montecatini Prima ha perso di mira un anziano vedovo che stava andando al cimitero a portare dei fiori sulla tomba della moglie. Poi, sempre appostato a bordo strada nei pressi della farmacia di via Mezzomiglio, a Pieve a Nievole, un ottantenne che, al volante della propria Panda, stava andando a fare la spesa all’Ipercoop. Ed è stato mentre intascava da quest’ultima vittima 250 euro in contanti che il “truffatore dello specchietto” è stato notato da una pattuglia di carabinieri che stava perlustrando la zona, dopo l’allarme diramato via radio per il precedente colpo. Ne è nata una fuga a tutta velocità che, tra zig zag nel traffico e azzardati sorpassi in curva, passando da Monsummano – dove l’uomo ha cercato di speronare un’altra autopattuglia dei carabinieri – si è conclusa nella campagnia di Larciano, dove si è trovato la stretta strada sterrata che aveva imboccato bloccata da dai militari della locale stazione.
A finire in manette, nella mattina di venerdì scorso, Giuseppe Sesta, 34 anni, residente a Siracusa ma di fatto domiciliato a San Miniato, in provincia di Pisa. I reati contestati sono quelli di truffa e di resistenza a pubblico ufficiale. In tasca, i carabinieri gli hanno trovato più di 850 euro in contanti, in banconote di vari tagli: non solo i soldi ricevuti quella mattina dai due anziani truffati ma, secondo gli inquirenti, probabilmente anche il bottino di altre truffe.
La cosiddetta truffa dello specchietto è una delle truffe più diffuse da anni in tutta Italia. Vittime prescelte dai malviventi, le persone più fragili e facilmente manipolabili, in particolare anziani e giovanissime donne. Per metterla in pratica, i truffatori, a bordo di un’auto, procedono a bassa velocità lungo una strada per indurre chi li segue a sorpassarli. E mentre vengono superati, con una mano o con un bastone, colpiscono lo specchietto laterale destro della vittima. Che, sentito il colpo, si ferma (o, inseguita, viene indotta ad accostare) pensando di aver preso male le misure e aver urtato con il proprio lo specchietto dell’auto sorpassata. Ipotesi subito confermata dai truffatori richiamando l’attenzione sul loro specchietto, ovviamente spaccato in precedenza. A quel punto scatta la sceneggiata: tirare in ballo le rispettive assicurazioni oppure risolvere tutto con un risarcimento in contanti per evitare un rincaro della polizza Rca.
Altra tecnica è quella di appostarsi a bordo strada, con il finestrino aperto, in attesa che un automobilista passi abbastanza vicino da poter colpire il suo specchietto laterale destro con un bastone. Come è accaduto venerdì mattina in via di Mezzomiglio, quando il 34enne siciliano si è piazzato a bordo della propria Audi A 3 nei pressi della farmacia San Lorenzo.
Come accennato, la prima vittima è stato un 69enne di Pieve a Nievole diretto al cimitero di Cintolese, che, appena udito il colpo, ha accostato sul margine della carreggiata. Come ha raccontato in seguito ai carabinieri, una volta sceso si è diretto verso l’Audi, dove, rimanendo seduto al volante, Sesta gli avrebbe fatto credere che passando gli aveva spaccato lo specchietto, dicendogli che avrebbe dovuto inviare la raccomandata all’assicurazione. Oppure, se preferiva, poteva dargli 250 euro per la riparazione de danno. Lui, a quel punto, gli ha fatto presente che in tasca aveva solo 90 euro, cifra che il 34enne siciliano ha subito accettato.
E mentre l’anziano se ne andava, Sesta è rimasto lì in attesa della vittima successiva. Non sapendo che qualcuno, avendo assistito alla scesa, avrebbe di lì a poco telefonato al 112 manifestando i propri sospetti.
Fatto sta che, passato un quarto d’ora, Sesta ha rimesso in atto la sua tecnica quando al suo fianco è passata una Panda condotta da un ottantenne di Montecatini. Il copione si è ripetuto più o meno con le stesse modalità. Solo che questa volta Sesta è sceso dalla sua Audi per mostrare alla vittima un pezzo del proprio specchietto retrovisore. Per poi chiedergli se preferiva coinvolgere le rispettive compagnie assicurative oppure risolvere tutto con 300 euro in contanti. Il pensionato gli ha risposto che non aveva con se tutti quei contanti ma che, se lo avesse seguito fino a casa, gli avrebbe dato i 250 euro che aveva lì. Ed è stato mentre avveniva la consegna, in via Pistoiese, che una pattuglia dei carabinieri del Norm di Montecatini ha scorto l’Audi A 3 scura che corrispondeva a quella della segnalazione arrivata poco prima al 112.
I militari dell’equipaggio sono scesi e hanno chiesto a Sesta i documenti, ma lui, facendo finta di andare a prenderli in auto, ha avviato il motore e si è dato alla fuga verso il centro di Montecatini. Ne è nato un inseguimento che dal cavalcavia dell’autostrada è proseguito verso Monsummano, dove un’altra pattuglia di carabinieri ha cercato invano di bloccare l’Audi, rischiando di essere speronata. Quindi Sesta ha imboccato una stretta strada a Le Colmate, arrivando fin nel comune di Larciano, dove, nei pressi delle Morette, si è trovato la via sbarrata da una pattuglia della locale stazione dell’Arma.
A quel punto, non ha potuto far altro che girare la chiava e scendere dall’auto. Ammanettato e portato in caserma, l’uomo è stato poi trasferito nel carcere di Pistoia. Difeso dall’avvocato Alessandro Catarsi, del foro di Pisa, risulta avere numerosi precedenti specifici.l
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
