Il Tirreno

Montecatini

La storia infinita

Montecatini, le multe da annullare arrivano lo stesso ai residenti della Ztl

di Luigi Spinosi
Il varco di corso Roma per l’accesso in centro
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Il varco di corso Roma per l’accesso in centro

Nuove proteste da via Leoncavallo: «Faremo ricorso»

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MONTECATINI. Siamo nell’era dei computer, del digitale, dell’intelligenza artificiale, ma nemmeno le tecnologie informatiche più moderne e raffinate possono nulla contro quel moloch chiamato burocrazia. Ne sanno qualcosa i residenti all’interno della Ztl di Montecatini, che quindi possono (pardon, potrebbero) entrare all’interno della zona a traffico limitato. La storia originale è nota, e risale allo scorso giugno, quando numerosi residenti si videro recapitare a casa l’inconfondibile busta verde che non preannuncia niente di buono. All’interno, come previsto, una multa: 83 euro (74 se pagata entro 5 giorni) più altri 15 e passa euro di spese di notifica. In pratica quasi cento euro. Ma quello che veramente non andò giù a chi la ricevette è la motivazione della sanzione: ingresso nella zona a traffico limitato, peccato che a riceverla furono anche coloro che nella Ztl potevano entrare.

Guasto al sistema informatico
Un guasto al sistema informatico che controlla i varchi elettronici fu la spiegazione data dall’allora amministrazione. Spiegazione accompagnata da una rassicurazione, ossia che le multe sarebbero state tutte annullate. «Capisco il disagio, ma non c’è da preoccuparsi – disse in quei giorni l’allora sindaco Luca Baroncini – sono casistiche censite dall’ordinamento e sono errori palesi del computer che capitano una volta nella vita. Sono già in contatto con gli uffici comunali, cui ho chiesto di fornirmi tutti i nominativi delle persone che hanno ricevuto ingiustamente i verbali. Le multe non devono esser pagate e sono annullate».
Tutto risolto. Anzi no
Fin qui la storia. Una vicenda curiosa che però sembrava risolta. Sembrava, perché la scorsa settimana molte di quelle sanzioni che avrebbero dovuto essere cancellate sono ricomparse nelle cassette delle lettere di molti di coloro che le avevano ricevute a giugno: «In totale tra quelle arrivate a me e ai miei familiari che abitano nella stessa via sono almeno una quindicina – spiega un residente di via Leoncavallo – e sono solo quelle di aprile. Poi arriveranno anche quelle di maggio, e saranno un’altra ventina. In totale migliaia di euro per una sanzione ingiusta visto che noi abbiamo il permesso. Voglio dire noi possiamo parcheggiare negli stalli riservati ai residenti nella Ztl, ma qualcuno mi spiega come possiamo parcheggiarci se, secondo i verbali, non potremmo entrarci? Il sindaco aveva assicurato che sarebbero state annullate, poi però pochi giorni dopo si votava, non è stato rieletto e dopo è finito tutto nel dimenticatoio».

Secondo il nostro lettore qualche multa, in effetti, pare sia stata effettivamente annullata ad altri residenti del centro. Se così fosse resta da capire quale meccanismo si sia inceppato, questa volta, per fa sì che dopo aver ricevuto una multa ingiusta non si sia provveduto a cancellarla. Una possibile spiegazione sta potrebbe essere un fraintendimento delle parole pronunciate in quei giorni dal sindaco. Riprendendo l’intervento del 20 giugno Baroncini scriveva sì che «le multe non devono esser pagate e sono annullate», ma quel comunicato proseguiva così: «Ho incaricato un addetto dedicato in comune che, dalla prossima settimana, riceverà tutti i cittadini per snellire i passaggi formali di annullamento delle sanzioni». Insomma, due passaggi che insieme “stonano”: da una parte si parla di multe che “sono annullate”, come se si trattasse di un passaggio automatico, dall’altra invece si citano “passaggi formali di annullamento delle sanzioni”, facendo intuire che occorrano comunque delle pratiche da seguire per annullare la multa ingiusta. E quest’ultima lettura, alla luce delle sanzioni appena ritornate, appare quella più probabile.

Ed eccola lì la burocrazia: non dovrebbe essere una cosa particolarmente complessa analizzare automaticamente quali multe sono state fatte ingiustamente, senza costringere il cittadino a farsi carico di ulteriori pratiche. Ma del resto lo stesso meccanismo farraginoso lo avevano subito quei cittadini che, come il nostro lettore, aveva cambiato auto: ebbene, si scopre che avrebbe dovuto essere il cittadino a comunicare il cambio di auto (e quindi di targa) al Comune. Tutto questo quando basterebbe un banalissimo programma informatico. Quando il varco elettronico registra una targa in automatico, per inviare la multa, accede alla banca dati della Motorizzazione Civile, e basterebbe fermare il processo che porta alla multa quando si vede che quella targa è associata a un residente nella Ztl. Cosa che invece non è evidentemente accaduta.

Per questo il cittadino è intenzionato a fare ricorso contro quelle nuove sanzioni, forte anche dei precedenti in cui la prefettura di Pistoia ha annullato le multe, sulla base anche del parere dell’Avvocatura dello Stato, perché «l’autorizzazione non viene concessa già a favore di un’autovettura, ma di un soggetto». Insomma, la regola di comunicare il cambio di targa non dovrebbe avere valore.

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