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Montecatini

I dettagli

Montecatini, in affitto l’ex fabbrica della Macolive acquisita all’asta per oltre 3 milioni

di Luca Signorini
La sede di via Bruceto è stata rilevata all’asta nel corso del 2023 per oltre 3 milioni di euro
La sede di via Bruceto è stata rilevata all’asta nel corso del 2023 per oltre 3 milioni di euro

I capannoni in Traversagna sono di proprietà della società Finme srl di Prato

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MASSA E COZZILE. Sono in totale 13.700 metri quadrati di capannoni e 23mila metri quadri di piazzali scoperti, dove una volta i camion caricavano sui cassoni olive, ortaggi e quant’altro, prodotti agroalimentari semilavorati e conservati in vetro e lattine, che poi prendevano la direzione dei supermercati di mezza Italia.
In affitto
L’ex Macolive va in affitto: da qualche tempo sulle cancellate di via Bruceto, tra Traversagna e il Gusci, a Massa e Cozzile, sono apparsi i cartelli che invitano gli interessati a farsi avanti e a trattare l’investimento, per tornare a occupare queste vaste superfici che hanno ancora destinazione produttiva. Il complesso industriale è ora di proprietà della società immobiliare pratese Finme srl, che lo ha rilevato all’asta nel corso del 2023. La cifra per l’acquisizione supera i 3 milioni di euro, ai quali aggiungere le somme dovute per l’istruttoria, l’atto e quanto previsto da simili procedure in mano al tribunale fallimentare. È invece ancora all’asta il marchio con il quale l’azienda commercializzava i suoi prodotti: l’ultimo tentativo di vendita è del 2023 a un prezzo di 17mila euro e rotti.
La storia
Quanto ai capannoni, dopo mesi dalla definizione della vendita e con un nuovo proprietario, quella che era una storica fabbrica della Valdinievole torna dunque sul mercato, mettendosi alle spalle gli anni tribolati che hanno portato al licenziamento degli ultimi lavoratori (una trentina in questa sede) e alla chiusura definitiva dei cancelli. L’azienda dal 1985 era in via Bruceto a Massa e Cozzile, ma in pratica ha origini negli anni Venti del secolo scorso, seppur come attività familiare e con raggio d’azione locale. Il de profundis è legato alle vicende giudiziarie che hanno coinvolto il patron Mauro Cei, originario di Lamporecchio dove l’impresa è partita, terza generazione e ultimo titolare di un gruppo che aveva stabilimenti anche in Turchia e in Grecia, oltre a Spagna, Marocco ed Egitto. La Macolive nel suo periodo di massima espansione - negli anni ’90 e 2000 - è arrivata ad occupare 5.000 dipendenti per un giro d’affari di oltre 130 milioni di euro e 1 milione e mezzo di quintali di prodotti stoccati nei vari magazzini e centri logistici di proprietà. Poi come detto varie inchieste della magistratura hanno segnato la sua fine, in pratica dal 2015 in avanti. Adesso quella che è l’ex fabbrica Macolive può essere affittata.



 

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