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Montecatini, albero crollato alla Salute: scattano le richieste di danni

di Luca Signorini
Montecatini, albero crollato alla Salute: scattano le richieste di danni

Il paradosso: il ferito più grave fu l’amministratore unico

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MONTECATINI. La situazione drammatica nella quale è finita la società Terme di Montecatini spa si aggiunge di ulteriori particolari che ne aggravano il quadro. Circostanze non previste ma che si rilevano urgenti da trattare. Si parla sempre di soldi dopo una sciagura.

Il riferimento puntuale è al pino marittimo alto 20 metri crollato al suolo nella mattina del 10 novembre scorso all’interno dello stabilimento della Salute: sotto quella pesante chioma (e non sotto il tronco, per fortuna) ci finirono sette persone, tutte ferite e curate in ospedale.

Ecco, adesso si apprende che sono partite le richieste di risarcimento danni nei confronti delle Terme spa, che le ha «prontamente inviate alla compagnia di assicurazione essendo la stessa in possesso di una polizza di responsabilità civile», come si legge sulla relazione semestrale (giugno-dicembre 2023) del commissario giudiziale Alessandro Torcini, prevista per legge nella procedura di concordato preventivo in continuità che punta a vendere per 42 milioni di euro e spiccioli il patrimonio termale in un lotto unico, nell’asta che si terrà il 16 luglio prossimo.

Il più grave quel giorno, amaro scherzo del destino, rimase Alessandro Michelotti, amministratore unico della società e suo legale rappresentante, trasportato con l’elisoccorso all’ospedale di Santa Maria Nuova a Bagno a Ripoli con una ferita scomposta a una gamba e una grossa escoriazione al capo, da cui usciva copioso il sangue. Un fatto tra l’altro «che ha avuto notevoli ripercussioni nel semestre nello svolgimento dell’attività sociale e, di conseguenza, nell’attuazione del piano concordatario», visto che Michelotti «è stato per diversi giorni ricoverato in ospedale e poi costretto a un lungo periodo riabilitativo», come scrive ancora Torcini nel documento.

Sull’incidente c’è pure un fascicolo d’inchiesta aperto dalla procura di Pistoia, come atto dovuto e perché vuole vederci chiaro su quanto accaduto e su eventuali responsabilità. L’ipotesi di reato formulata dall’ufficio dei pubblici ministeri è quella di lesioni colpose. Su questo aspetto tra l’altro la Regione Toscana da socio di maggioranza delle Terme (l’altro è il Comune di Montecatini) era già intervenuta con l’assessore Stefano Ciuoffo, precisando appunto «che non è proprietaria ma socia di maggioranza», e così scaricando le proprie presunte responsabilità della scarsa manutenzione al patrimonio arboreo e dunque anche del crollo alla Salute. In buona sostanza attribuendone l’incombenza ai vertici dell’azienda termale, ovvero all’amministratore unico Michelotti, il ferito più grave.

Gli altri sei feriti quella mattina - il cedimento dell’albero è avvenuto durante un sopralluogo per dei furti avvenuti la sera precedente alla Baita di Babbo Natale in fase di apertura, poi trasferita al mercato coperto - sono stati le madri dell’organizzatore della Baita e dell’ex vicesindaco di Montecatini Ennio Rucco, dipendente delle Terme da poco andata in pensione, due poliziotti (per uno di loro il referto parlava di quaranta giorni di prognosi) e altre due persone dipendenti della società.

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