Montecatini, addio allo storico pediatra Pazzaglia: è stato il più giovane laureato in Medicina d’Italia nel 1949
È morto a 98 anni nella sua casa di viale Simoncini, lascia cinque figli, nove nipoti e tre bisnipoti. Ha curato generazioni di montecatinesi
MONTECATINI. Si è spento a 98 anni nella sua abitazione di viale Simoncini il pediatra Aldo Pazzaglia che, in 70 anni di onoratissima carriera, ha curato generazioni e generazioni di montecatinesi. Nacque in città nel 1923 in una famiglia di commercianti al dettaglio e all'ingrosso di generi alimentari. I suoi genitori Remo e Gina avevano infatti un avviatissima attività commerciale che riforniva anche moltissimi alberghi, fra cui il Grand Hotel La Pace. Aldo si iscrisse alla facoltà di Medicina dell'Università di Firenze non appena terminato il secondo conflitto mondiale e, nel 1949, terminò gli studi, risultando all'epoca il più giovane laureato in medicina d'Italia. Anche i suoi fratelli riuscirono a conseguire una laurea, uno in ingegneria e l'altro anche lui in medicina.
Dopo la laurea, conobbe Fina Cini, una giovane farmacista originaria di San Gimignano che all'epoca lavorava in quella che adesso è la farmacia Internazionale. Fu amore a prima vista, benedetto dalla nascita di ben cinque figli: Daniele, Paola, Giulia, Anna e Guido. Fra questi, Anna ha seguito le orme del padre, laureandosi in medicina e specializzandosi in pediatria. Daniele e Guido si laurearono invece in ingegneria, Giulia è docente di tedesco mentre Anna è la vice presidente dell'associazione Angeli del Bello. Aldo, col tempo, divenne nonno di nove nipoti e bisnonno di tre bisnipoti mentre un quarto, Mario, nascerà a giorni.
Al momento della scelta della specializzazione medica, il giovane medico non ebbe dubbi nell'optare per pediatria. Questo non solo per l'amore verso i bambini ma anche e soprattutto perché voleva mettersi al servizio di quelle famiglie che non potevano permettersi di poter pagare un pediatra. La medicina pubblica e gratuita era ancora lontana dall'entrare in vigore nel nostro Paese e questo costituiva un ostacolo insormontabile per molte famiglie. Per lui, tuttavia, i bambini erano tutti uguali e lo ha dimostrato nei lunghissimi anni di libera professione svolta sempre a Montecatini. Formatosi all'ospedale Meyer di Firenze, il dottor Pazzaglia visse in prima linea il momento in cui vaccinazioni come l'antipolio o l'antivaiolo divennero una conquista acquisita e la sua opera di divulgazione sulla loro importanza fu importante anche nella nostra città.
Morendo, ha suscitato una serie di ricordi commossi in città, tanto da far dire alla figlia Paola queste parole: «Ha lasciato dietro di sé una lunga scia d'amore. Per lui tutti i bambini erano uguali a prescindere dalla condizione economica della loro famiglia. Io e tutti i miei fratelli siamo fieri di essere suoi figli». Oltre alla medicina, il dottor Aldo Pazzaglia è stato anche un grandissimo appassionato di arte e di pittura in particolare. Da una sua intuizione raccolta dall'assessore alla cultura di allora Alberto Lapenna, nacque la celeberrima esposizione Maggio Mirò, tenutasi alle terme Tamerici nel 1980. Protagonista dell'evento fu il giornalista cubano Carlos Franqui che, dopo aver partecipato alla rivoluzione e aver diretto Radio Rebelde prima e il quotidiano Revolucion dopo, abbandonò l'isola quando Fidel Castro si appiattì sulla politica sovietica. La rassegna vide la presenza di importantissimi artisti che, dopo aver esposto le loro opere, le donarono alla città. Chi vorrà salutare per l'ultima volta il dottor Pazzaglia, potrà farlo oggi alle 11 alla chiesa di Sant'Antonio dove si terrà il suo funerale.
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