Il Tirreno

Montecatini

Il caso

Dentro in sedici, “fuori” in 24: negativo il saldo del personale del Comune di Montecatini

di Luca Signorini
Nella foto di Nucci il concorso pubblico che si è svolto al Palaterme nel 2020
◗
Nella foto di Nucci il concorso pubblico che si è svolto al Palaterme nel 2020

Il concorso per contabili non risolve il problema negli uffici

3 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Niente più turnover (esce uno ed entra uno) ma il complicato concetto di sostenibilità finanziaria (calcolato tramite “il valore soglia definito come percentuale, differenziato per fascia demografica, della media delle entrate correnti relative agli ultimi tre rendiconti approvati”) per organizzare l’organico dei dipendenti pubblici in forza al municipio, “inteso in termini ampi e comprensivi delle forme di lavoro flessibile”.

Dunque lavorare in Comune oggigiorno non è più sinonimo di posto fisso (neanche qui), per “colpa” della legge 58 del 2019, che introduce il meccanismo di subordinare le assunzioni al rispetto pluriennale dell’equilibrio di bilancio, come detto.

Viale Verdi non fa eccezione in questo scenario. E se è vista come manna dal cielo la notizia riportata ieri dal Tirreno del concorso pubblico per sette posti a tempo indeterminato da istruttore amministrativo contabile, è anche vero che nel corso di quest’anno sono previste ben 24 cessazioni dal servizio.

Il Comune di Montecatini farà altre assunzioni nel biennio (in totale sono sedici), con in palio il posto fisso: si tratta di tre agenti e un funzionario di vigilanza per la polizia municipale, un funzionario amministrativo al Suap, uno all’urbanistica, un altro alle manutenzioni e un altro ancora al settore educativo e sociale, poi un tecnico geometra sempre per le manutenzioni. Fanno sedici compresi i sette istruttori contabili da selezione nel bando appena aperto.

Con i pensionamenti previsti, però il saldo del personale tra entrate e uscite resta negativo e non migliora rispetto all’attuale situazione, critica ormai da tempo. Se infatti nel 2019 erano 205 i dipendenti comunali, adesso sono più o meno 130 con una riduzione del 30% nel giro degli ultimi cinque anni.

Per arrivare a questo numero e permettere il funzionamento dell’ente locale - e in particolar modo anche del corpo della polizia municipale, falcidiato più di tutti dall’esodo di personale, anche con mobilità volontaria - il Comune è costretto ad attingere dall’ampia platea dei lavoratori precari, stipulando in numero di sedici contratti a tempo determinato. Di questi, ben dodici sono per vigili urbani: entrati in pianta organica tra fine 2022 e quest’anno, hanno il contratto rinnovato fino al 15 maggio del 2024. Senza di loro, il comando di via del Salsero rischiava seriamente di chiudere.

Altri assunti per un periodo definito, sono un educatore dell’asilo nido che sostituisce un collega in assenza prolungata; due funzionari tecnici per l’edilizia privata e per l’attuazione del Pnrr; e la proroga di un contratto per tecnico amministrativo contabile ai tributi che va in scadenza il prossimo 31 dicembre. Insomma, in qualche modo si cerca di rispettare i limiti di spesa imposti per legge e tenere aperti gli uffici. Ma la coperta è corta.

Nel bilancio di previsione del triennio la spesa per coprire i costi del personale risulta la seguente: 6,8 milioni di euro nel 2023; 6,9 milioni nel 2024; 6,4 milioni nel 2025.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana