Faccia a faccia col ladro in casa: «Da giorni dormo con l’angoscia»
Pescia, brutta avventura Giuseppe Donati nella sua abitazione a San Quirico: «Ha portato via l’oro e i preziosi, un orologio Rolex e una pistola scacciacani»
PESCIA. Brutta avventura, quella in cui si è ritrovato coinvolto il signor Giuseppe Donati, lo scorso 13 novembre. Un ladro si è introdotto nell'abitazione di sua madre, a San Quirico nella Svizzera Pesciatina, dove lui è attualmente ospite. Non appena rientrato, intorno alle 18, ha subito avvertito dei rumori provenienti dall'interno dell'abitazione. Si trattava del ladro che con ogni probabilità, avendo sentito un'auto avvicinarsi alla casa, ha tentato la fuga repentina per non farsi scoprire.
Sebbene Donati abbia provato a fermarlo con un accenno di colluttazione, tra l’altro scagliandogli contro un martello, l'uomo è riuscito a scappare dalla medesima portafinestra dalla quale si era introdotto, forzandola con un piede di porco. «È saltato come un ranocchio», riferisce Donati, assicurando di averlo visto bene, al punto che sarebbe in grado di riconoscerlo. Il ladro ha portato via preziosi e gioielli in oro, un Rolex e una pistola scacciacani. «Probabilmente si trattava di un professionista – azzarda il derubato – perché ha aperto tutti i cassetti, ma non ha spaccato nulla. Sebbene ci fossero delle apparecchiature digitali, delle monete d'argento da collezione e altri oggetti di valore si è limitato a portare via l'oro probabilmente con l'obiettivo di fonderlo, mentre ha tralasciato di rubare oggetti più personali, quindi riconoscibili ad un eventuale fermo».
Fermo che sarebbe potuto avvenire con facilità secondo Donati, «sarebbe stato sufficiente un posto di blocco all'incrocio con la strada provinciale nella località di Pietrabuona». Oltre al danno, invece, l’uomo ha anche subito una beffa. Quella di non riuscire nemmeno a denunciare l'accaduto, come racconta lui stesso. «Quando ho visto il ladro allontanarsi ho chiamato subito il 112, ma la pattuglia che sarebbe dovuta arrivare non è mai arrivata – racconta Donati palesando tutta la propria delusione – allora ho richiamato, chiedendo cosa fosse successo e mi hanno risposto che avevano avuto un problema con l'auto. Alle 20 non era ancora arrivato nessuno, ho trascorso la notte con la porta aperta e con l'angoscia che qualcuno potesse tornare a far visita all'abitazione, ma la polizia non mi ha neppure richiamato».
Il giorno dopo, però, Donati fa un nuovo tentativo. Questa volta coi carabinieri. «Mi è stato risposto che dal momento che era stata allertata la polizia, dovevo sporgere denuncia dalla polizia – prosegue – allora ho deciso di lasciar perdere tutto e di rivolgermi ai giornali». L'obiettivo non è più solo quello di informare la comunità del furto subito e della brutta percezione di insicurezza che resta addosso a chiunque si sia ritrovato ad essere protagonista, suo malgrado, di un episodio simile, ma anche quello di descrivere l'amarezza che deriva dal non sentirsi tutelati.
Due giorni dopo l'accaduto, Donati riferisce di avere visto una pattuglia dei carabinieri nella zona di San Quirico. Un'altra abitazione, distante un centinaio di metri dalla sua, era stata interessata da un furto. Potrebbe essere successo lo stesso giorno, ma poiché i proprietari non vi risiedono si saranno accorti in ritardo di quello che è successo. «Ma a quel punto la voglia di denunciare è passata», conclude amaramente l’uomo.
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