L’infanzia di coach Luca Banchi a Montecatini: «Sempre al palazzetto, curioso e intelligente»
La sua Lettonia ha sfiorato la semifinale dei Mondiali di basket. L’amico Stefano Tommei: «Così bravo che lo misi in campo coi più grandi»
MONTECATINI. Amaranto color Livorno, dov’è cresciuto come coach debuttando in serie A2 nel ’97 a soli 32 anni. Alla prima partecipazione nella sua storia ai Mondiali di basket , la Lettonia di Luca Banchi si è rivelata la sorpresa del torneo: eliminando la Francia e perdendo solo col Canada, si è qualificata alla seconda fase, dove con le vittorie su Spagna e Brasile ha strappato il pass per i quarti di finale.
Stamani (mercoledì) ha sfiorato un’altra impresa perdendo di 2 con la Germania, spinta dai cuori azzurri, orfani per la sonora sconfitta subita ieri dagli Stati Uniti. A partire dagli amici di Montecatini, dove il tecnico 58enne di Grosseto ha vissuto due anni quando frequentava le medie Dante Alighieri in via Garibaldi, a fine anni Settanta. Un periodo breve ma intenso, come dimostrano le amicizie pluridecennali conservate da Banchi in terra termale.
«Arrivò qui a Montecatini perché la sua famiglia si era trasferita per il lavoro del suo babbo – racconta Stefano Tommei, per tutti “Il Tommeino” allenatore professionista sia in ambito maschile (guidò i colori rossoblù in A2 a fine anni Novanta) che femminile, settore di cui ora occupa il ruolo di responsabile tecnico e selezionatore delle migliori cestiste tra i 9 e i 16 anni –. Abitavano a 50 metri da casa mia, vicino a via Nofretti, l’ho conosciuto perché suo fratello e sua sorella, entrambi più grandi, giocavano a basket e anche lui giocava. Una famiglia splendida, molto riservata, seria e per bene, che ha lasciato un bellissimo ricordo a tutti. Luca era talmente bravo a giocare che lo presi nella squadra classe ’64 che allenavo anche se era un anno più piccolo».
«Era sempre al Palavinci – continua Tommei – oltre a giocare veniva a vedere il suo fratello e la sua sorella, con cui nel ’78 arrivammo tra le prime 8 in Italia. Ho questi ricordi di lui a 12 anni nel mezzo alle squadre al torneo estivo dei bar (che dopo diventò trofeo Piatelli, nda), sentitissimo d’estate. Dopo poco tornò con la famiglia a Grosseto ma continuai a frequentarli e ci sentiamo tutt’ora. Era curiosissimo e fissato col basket, si vedeva che sarebbe diventato un grande».
Grande come i due scudetti consecutivi vinti da capo panchina con Siena nel 2013 (anche se tolto dal giudice sportivo, come l’ultimo degli altri 6 vinti da vice di Pianigiani) e Milano nel 2014, gemme di una carriera brillante in giro per il mondo. «Fu particolare ed emozionante quando nel ’97, alla seconda mia stagione a Montecatini in A2 me lo trovai contro che allenava Livorno da esordiente – l’aneddoto di Tommei, accanto a Banchi nella foto di gruppo a fianco – e poi da lì ha avuto una bellissima carriera». Trieste, Trapani, Jesi, e dopo Siena e Milano, Torino Bamberg, AEK Atene, Lokomotiv Kuban, Pesaro e Strasburgo nell’ultimo biennio dove però le migliori cose le ha fatte con la selezione del paese baltico che non arriva a 2 milioni di abitanti.
«La sua intelligenza si nota nel modo di allenare – riprende l’amico coach – e merita la grande carriera che ha fatto. Ma lui è sempre stato bravo e preparato, forse da toscano schietto e poco incline a compromessi ha avuto meno di quello che meritava. Quando mi disse di questa Lettonia son stato contentissimo, ora lo vedo sereno e focalizzato, ha rinunciato anche al Baskonia in Eurolega per la prossima stagione. Dopo l’ultima vittoria gli ho scritto che grazie a lui ho vinto una scommessa. Per noi termali del bar splendido appassionati d’ippica, è un cavallo vincente».
Negli anni Banchi è rimasto in contatto con Bruno Ialuna (che da 45 anni custodisce la foto del piccolo Banchi), Alessandro Belloni, Sandro Morini, Angelo Iacopini e tanti altri. Come l’indimenticato Raffaele Romano (anche lui accanto a Banchi nella foto di gruppo risalente a qualche anno fa), ai cui inviti per tornei di minibasket non riusciva mai a dire di no. L’anno scorso ha diretto un allenamento al PalaPertini di Ponte Buggianese, invitato dalla Pallacanestro Femminile Montecatini e dalla Nico Basket .
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