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Pescia, i conti del Comune sono in ordine: «Merito nostro, il Pd lo riconosca»
L’ex sindaco Giurlani: «Ora la giunta può muoversi senza difficoltà alcuna»
PESCIA. Il Comune di Pescia esce dal cono d'ombra del rischio default. A certificarlo è la Corte dei Conti che, con due apposite pronunce, certifica che l'ente ha concluso il suo lungo percorso di risanamento iniziato nel lontano 2013. Se infatti la pronuncia numero 174 del 2023 attesta la buona salute dei conti fino al bilancio consultivo del 2022, quella 175 dello stesso anno sentenzia che l'ente ha conseguito, a fine 2022, l'obiettivo di rientro atteso con il piano di riequilibrio.
Un risultato politico importante, annunciato in pompa magna sia dall'ex sindaco Oreste Giurlani che dallo stato maggiore di Pescia Cambia, la sua formazione politica attualmente presente in consiglio comunale con tre seggi di opposizione. Giurlani ieri si è tolto quindi qualche macigno dalle scarpe, polemizzando con il centrosinistra che «per vincere le elezioni ha agitato il finto spauracchio del fallimento». Su questo risultato quindi, l'ex sindaco non ha esitato a mettere il suo sigillo: «Non ho esitazione alcuna a prendermi il merito politico di questo stupendo risultato, che chiaramente condivido con le amministrazioni che mi hanno supportato in questi anni. L'attuale giunta di Riccardo Franchi potrà adesso muoversi senza difficoltà alcuna, visto che grazie al lavoro delle mie amministrazioni i conti sono tornati in ordine. Sarebbe anzi opportuno che, chi governa adesso, riconoscesse i nostri meriti, dopo aver imbastito invece una campagna elettorale tesa a delegittimare il nostro operato».
Gli echi della battaglia delle ultime elezioni continuano quindi a riecheggiare a Pescia, con Giurlani che parte all'attacco dell'attuale amministrazione: «Nel prossimo consiglio comunale porterò in discussione con un'apposita mozione l'esito di queste due pronunce. Mi auguro che anche gli altri gruppi di opposizione diano il loro contributo favorendo una discussione senza preconcetti». Ma quali sono stati gli strumenti che hanno consentito il raggiungimento di questo risultato? Ecco la ricetta che l'ex sindaco sostiene di aver seguito per servire alla cittadinanza un Comune privo di criticità di carattere finanziario: «Innanzitutto abbiamo dotato Pescia, dopo 22 anni, di un Piano operativo che sta già consentendo un rifiorire dell'urbanistica con relativo aumento degli oneri che il Comune incassa. Inoltre è stato venduto il depuratore di Veneri per 2 milioni e 400mila euro, sono stati analizzati i crediti e chiesto il giusto rientro. L'intera macchina comunale si è data da fare per uscire da questa situazione difficile ma, in modo particolare, essenziale è stato l'operato dell'ex ragioniera Barbara Menini, il cui ruolo, in questa operazione di risanamento, è stato decisivo. Come ricompensa, la nuova amministrazione Franchi ha pensato bene di rimuoverla dal suo incarico senza peraltro provvedere immediatamente alla nomina di un successore».
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