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«Un’offerta per l’associazione?», ma è tutto falso: raffica di truffe a Monsummano

«Un’offerta per l’associazione?», ma è tutto falso: raffica di truffe a Monsummano

La Pubblica assistenza mette in guardia i cittadini: «Si presentano con le pettorine e chiedono soldi a nome nostro nelle case e per strada. Ma sono truffatori»

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MONSUMMANO. «Se qualcuno, che indossa una pettorina arancione simile alle nostre, si presenta a casa vostra chiedendo delle offerte a nome della Pubblica assistenza di Monsummano, sappiate che non è stato assolutamente autorizzato da noi. Si tratta quindi, né più né meno, di un tentativo di truffa, di cui è opportuno che siano messe tempestivamente a conoscenza le forze dell'ordine».

È questo l'appello perentorio di Antonio Iglio, consigliere e volontario dell'associazione che ha ricevuto più di una segnalazione di personaggi che si aggirano per tutto il territorio comunale chiedendo offerte da destinarsi alla Pubblica assistenza. Richieste di denaro fatte da finti operatori della Pubblica assistenza sono giunte da varie zone del centro di Monsummano ma anche da luoghi più periferici come Violi o Cintolese dove, in prossimità dell'ufficio postale, pare che si siano verificati svariati casi del genere. La modalità è sempre la stessa: duo o talvolta tre persone che indossano una pettorina arancione, dotata magari di un cartellino di riconoscimento chiaramente fasullo, si avvicinano alla “preda” prescelta che, di norma, è una persona anziana o una coppia di anziani. Con fare bonario ma risoluto, i truffatori, dopo essersi presentati a nome dell'associazione, chiedono un'offerta in denaro ai malcapitati che, da quanto ci risulta, in più di un'occasione hanno creduto nella buona fede dei loro interlocutori. Amareggiato per quanto sta accadendo, il consigliere indica il modo di comportarsi di fronte a simili episodi. « La Pubblica assistenza di Monsummano non manda mai i suoi operatori a suonare i campanelli delle persone chiedendo delle offerte. Meno che mai, la Pubblica assistenza autorizza i suoi membri a chiedere ai passanti in strada del denaro. Chi lo fa, è un truffatore e come tale va trattato». Oltre al fatto in sé, che viene usato il nome della Pubblica assistenza di Monsummano a fini delittuosi, Iglio è poi particolarmente irritato per le modalità d'azione scelte dai malfattori: «Indossare una pettorina arancione o di foggia comunque simile alle nostre è un atto gravissimo, che va a offendere in primo luogo chi nella Pubblica assistenza presta la sua opera di volontario».

Amareggiata per l'accaduto anche la sindaca di Monsummano Simona De Caro: «Sono veri e propri delinquenti. Solo così posso definire quei soggetti che, spacciandosi per volontari della Pubblica assistenza, vanno a chiedere offerte. Sono delinquenti perché spesso colpiscono i nostri anziani (ma non solo) e perché sfruttano la fiducia che le persone ripongono nei confronti del meraviglioso mondo del volontariato. Chiedo a tutti di porre la massima attenzione. Le associazioni hanno bisogno del nostro aiuto e del nostro sostegno ma non si presentano nelle nostre case chiedendo soldi. Diamo il nostro contributo sottoscrivendo le tessere delle associazioni ma diffidiamo sempre di chi suona al nostro campanello chiedendo denaro».

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