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Risarcimenti per l’eccidio del Padule, il Comune di Monsummano si accoda alle vittime

di Lorenzo Carducci
Risarcimenti per l’eccidio del Padule, il Comune di Monsummano si accoda alle vittime

La sindaca Simona De Caro: «Importante sostenere i familiari anche a livello giudiziario»

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MONSUMMANO.  A poche settimane dal 79° anniversario di quel tragico e indimenticabile 23 agosto 1944 – in cui 174 civili furono trucidati dai soldati nazisti nell’eccidio del Padule di Fucecchio – il Comune di Monsummano decide di scendere in campo anche in sede giudiziaria, accodandosi ai superstiti e ai familiari delle vittime nel fare domanda per l’accesso al fondo risarcimenti istituito con un decreto legge ad aprile 2022 dal governo italiano (portato da 55 a 61 milioni di euro) e che dopo numerose peripezie giuridiche sembra potersi finalmente sbloccare.

Il Comune scende in campo

Al pari di alcuni parenti, il Comune, che conta più vittime in assoluto (84) tra quelli colpiti, aveva già ottenuto come parte civile una sentenza favorevole del tribunale militare di Roma che condannò all’ergastolo – decisione confermata poi in appello nel 2012 – due soldati tedeschi (altri due sono deceduti) tra i responsabili della strage. In quel caso furono anche liquidati dei risarcimenti, circa 50mila euro al Comune, che per intervento di una sentenza del Tribunale per crimini internazionali dell’Aja tuttavia non furono mai pagati dallo Stato tedesco.

La probabilità di conseguire un riconoscimento economico, tornata a distanza di anni grazie al fondo nato dall’articolo 43 del decreto legge 36, emendamento firmato dai senatori Riccardo Nencini (Psi) e Dario Parrini (Pd), è contenuta dalla scarsa consistenza del fondo rispetto al quantitativo di potenziali richiedenti, circostanza che tuttavia non pregiudica l’importanza morale e simbolica dell’istanza. A rappresentare le ragioni del municipio monsummanese sarà l’avvocato Massimo Brancoli di Montecatini, che nei mesi scorsi ha avviato cause per una quarantina di famiglie e che già si occupò della materia per i procedimenti di fronte al tribunale militare di Roma. «Era un tassello che mancava per chiudere un cerchio – esordisce Simona De Caro, sindaca di Monsummano, al momento unico Comune ad aver richiesto di aderire al fondo – visto che in questi anni abbiamo sempre cercato di preservare la memoria attraverso manifestazioni e progetti sul territorio, coinvolgendo i superstiti e le scuole. Riteniamo che sia importante che l’amministrazione affianchi le famiglie delle vittime non solo nelle iniziative di ricordo ma anche nella battaglia giudiziaria, grazie all’aiuto dell’avvocato Brancoli». A Monsummano la testimonianza dell’orrore nazifascista è incarnata da circa otto superstiti dell’eccidio. Ma tra i comuni coinvolti ci sono anche Larciano, Ponte Buggianese, Castelfranco di Sotto, Cerreto Guidi e Fucecchio, che quest’anno organizzerà la manifestazione del 23 agosto.

Il fondo e le novità

In generale sono migliaia le «vittime dei crimini di guerra e contro l’umanità compiuti sul territorio italiano o comunque in danno di cittadini italiani dalle forze del Terzo Reich nel periodo tra il 1° settembre 1939 e l’8 maggio 1945» a cui fa riferimento il fondo per il ristoro dei danni subiti, in continuità con l’accordo di Bonn del 1961 tra Italia e Germania. Uno strumento le cui condizioni d’accesso sono state chiarite dal decreto attuativo dello scorso 1° luglio: «hanno diritto di accedere al Fondo i soggetti vittime di crimini di guerra e contro l’umanità che, a seguito di azioni giudiziarie avviate entro il 28 giugno 2023: a) hanno ottenuto un titolo costituito da una sentenza passata in giudicato avente ad oggetto l’accertamento e la liquidazione dei danni; b) hanno definito i giudizi pendenti per effetto dell’esercizio delle suddette azioni giudiziarie con un atto di transazione», opzione, quest’ultima, assai infrequente.

Così, chi non è già munito di sentenza definitiva si è adoperato per ottenerla con ordinari giudizi civili e per l’eccidio del Padule le prime udienze saranno in autunno. Tutt’altro che secondario il sospiro di sollievo arrivato con la conferma di legittimità costituzionale del fondo. Decisione con cui lo scorso 21 luglio la Corte costituzionale si è espressa sulle questioni sollevate dal tribunale di Roma in una procedura per esecuzione forzata su beni della Germania. Intanto al Senato è in questi giorni in discussione un disegno di legge che contiene alcuni correttivi, il primo firmatario è Dario Parrini. l

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