Il presidio
Monsummano, arriva lo stop della Regione al maxi fotovoltaico in Padule
Firenze ha chiesto «chiarimenti» sul progetto al ministero dell’Ambiente
MONSUMMANO. Bene che la Regione Toscana abbia chiesto integrazioni sul progetto di un impianto agrifotovoltaico nell’area del Fossetto (e parliamo di 77 ettari di superficie per una potenza complessiva di 59,44 megawatt, grande quanto 110 campi da calcio), in quanto la transizione ecologica non può che andare di pari passo con la tutela del paesaggio. A scriverlo è il coordinamento del Partito democratico della Valdinievole, dopo che la direzione ambiente ed energia della Regione (con un parere del 14 giugno), ha richiesto al ministero dell’Ambiente di ottenere «numerose integrazioni e significativi chiarimenti» in merito al progetto, presentato da un’azienda privata, per la costruzione dell’immenso campo nel comune di Monsummano, al confine con il Padule di Fucecchio (nell’area del quagliodromo).
Se da una parte il Pd «da sempre e a tutti i livelli ha promosso politiche territoriali che incentivino la produzione di energie rinnovabili per avviare concretamente il cambiamento energetico di cui il Paese necessita», dall’altra il partito chiede che questo passaggio si verifichi «attraverso progetti che rispettino e garantiscano benefici diretti al territorio e al contesto socio-ambientale in cui sono collocati». In poche parole, «transizione ecologica e tutela del patrimonio paesaggistico devono andare di pari passo affinché si possa davvero compiere una rivoluzione energetica». E proprio questo “parallelismo” verrebbe a mancare nel “progetto Fossetto”, che prevede l’installazione di diverse centinaia di pannelli fotovoltaici. «A nostro parere – scrive il Pd – l’intervento che vorrebbero realizzare è in netto contrasto con tutto questo e siamo felici di apprendere che le nostre preoccupazioni in merito alle conseguenze che un progetto di tali dimensioni avrà sull’ecosistema di fauna e flora del Padule e le connesse pratiche agricole, venatorie, sportive e turistiche, nonché alla non idoneità dell’area per sue caratteristiche paesaggistiche, siano emerse anche nel parere della Regione».
Gli uffici del settore valutazione impatto ambientale di Firenze avrebbero infatti chiesto «una pluralità di chiarimenti, in particolare in merito alla coerenza di tale progetto con la programmazione energetica regionale, alla valutazione del rischio idrogeologico, alle conseguenze che il cantiere potrebbe generare sulle infrastrutture esistenti ma, soprattutto, all'enorme impatto dal punto di vista ecologico che questo avrebbe sul territorio». Il progetto era approdato in Comune lo scorso aprile, ma il parere dell’amministrazione è solo consultivo, non vincolante. Chi deciderà in maniera esecutiva sulla vicenda è il ministero dell’Ambiente, che ora si trova sul tavolo anche le perplessità della Regione. «Non siamo contrari agli impianti fotovoltaici e agrivoltaici a prescindere – dice la sindaca Simona De Caro – ma a quelli, come in questo caso, di elevate dimensioni e che sono totalmente invasivi per il territorio. Guardiamo invece con favore a qualsiasi impianto di grandezza minore che rappresenta uno strumento fondamentale per ridurre le emissioni e incentivare la sostenibilità». «Siamo convinti – conclude il Pd – che grazie all'impegno dei nostri amministratori e di tutti coloro che hanno a cuore il territorio, si possa scongiurare la costruzione di una tale enormità, che rappresenterebbe una cicatrice indelebile per la Valdinievole».
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