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Pescia, muore a 41 anni per un tumore sognava di diventare volontario

Pescia, muore a 41 anni per un tumore sognava di diventare volontario

Aveva già iniziato l’iter per entrare a far parte della Misericordia ma la malattia non gli ha concesso il tempo

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PESCIA. Dopo una lunga malattia, è morto ieri a Pescia Maurizio Minichino, 41 anni, persona amabile e grande amante suo territorio. E con un sogno nel cuore che non ha fatto in tempo a realizzare: diventare un volontario della Misericordia.

Da buon cacciatore, conosceva tutti gli angoli più suggestivi della Valdinievole, della Piana lucchese e del Padule di Fucecchio e con lui scompare una delle figure più coinvolgenti del panorama venatorio pesciatino. Era membro del club dei cacciatori del tordo bottaccio e, nei periodi dell’anno in cui la caccia è consentita, dedicava ogni ritaglio di tempo a questa sua grande passione. La caccia al tordo comporta dei lunghi appostamenti in postazioni fisse, dette “capanni” e, proprio in questi lunghi periodi in attesa del passaggio di uno stormo di migratori, aveva stretto amicizia con moltissime persone, che già lo ricordano con nostalgia.

Maurizio non era sposato e non aveva figli. Aveva avuto relazioni importanti che tuttavia non erano sfociate nel matrimonio. Abitava a Pescia, nei pressi delle vecchie Poste, e lavorava alla Comifar, un grande magazzino di prodotti farmaceutici che si trova in località Macchie di San Piero, nel comune di Montecarlo.

Molto generoso e sempre pronto ad aiutare gli altri, Maurizio se n’è andato tuttavia con il rimpianto di non aver fatto in tempo a svolgere con continuità la missione (perché di missione si tratta) di volontario della Misericordia di Pescia. Era da tempo in contatto con questa associazione e aveva già iniziato i colloqui per poter prestare la sua opera. Purtroppo, il progredire della malattia non gliene ha dato il tempo.

Grande tifoso della Juventus, Maurizio amava sempre parlare di calcio e si arrabbiava quando la sua squadra del cuore non era all’altezza delle sue aspettative. La sua grande passione era comunque la caccia che, per lui era fondamentalmente un modo per stare insieme all’aria aperta con i suoi amici di sempre.

Di Maurizio traccia un commovente ricordo Emanuele Ghilardi, presidente del Club venatorio del tordo bottaccio di Montecarlo di Lucca.

«Maurizio non ha avuto una vita fortunata – ricorda – Ha sofferto moltissimo per la perdita di entrambi i genitori in giovane età. Amava la natura e lo stare in compagnia ed era di una generosità davvero speciale. Insieme a lui, ho condiviso moltissime battute di caccia, durante le quali aveva sempre un atteggiamento positivo e scherzoso con tutti. L’insorgere della malattia non ne aveva diminuito il buonumore. Adesso che non c’è più, tutti quanti siamo consapevoli di aver perso molto più di un socio: abbiamo perso davvero un grande amico».

La salma di Maurizio Minichino resterà esposta, fino a tutta la mattinata di domani, nelle cappelle del commiato della Misericordia di Pieve a Nievole. Nel primo pomeriggio, il funerale in forma strettamente privata alla chiesa di Santo Stefano a Pescia.

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