Il Tirreno

Montecatini

L’iniziativa

“La piazza dei bimbi” a Pescia, ora serve un nome per il vecchio mercato

“La piazza dei bimbi” a Pescia, ora serve un nome per il vecchio mercato

Parte il concorso di idee promosso dal Comune. Il rifacimento e la riapertura del vecchio mercato sono costati quasi 3 milioni di euro

2 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. Un concorso di idee per dare un nome al vecchio mercato dei fiori, i cui lavori di recupero sono quasi ultimati (martedì scorso c’è stato un primo “assaggio” dell’opera con un pomeriggio di porte aperte).

Diventerà una piazza semi-coperta utile per organizzare molteplici attività, soprattutto rivolte ai giovani. «Fino a oggi abbiamo sempre parlato di ex-mercato dei fiori, monumento simbolo di un’epoca di lavoro e attività florovivaistica – spiega il sindaco di Pescia Oreste Giurlani – con questo recupero è importante a mio avviso voltare pagina anche simbolicamente: finalmente la struttura coperta è a disposizione della città e in particolare dei ragazzi e dei bambini. È bello quindi segnare questo determinante momento di passaggio attribuendo un nome all’ex mercato».

Ancora il sindaco: «Da quando ho manifestato questa intenzione, qualcuno ha avanzato qualche ipotesi: Sandro Pertini, La grande volta, La piazza dei bambini. Io non ho preclusioni, ma mi piacerebbe un nome riconoscibile, positivo, adatto alla vocazione che abbiamo donato a questo manufatto che era in condizioni di degrado, inutile, chiuso, facendolo tornare a disposizione di tutti e, come ripeto, particolarmente rivolto ai bambini».

«Metteremo a fuoco la procedura – sottolinea Giurlani – ma mi auguro che siano tanti quelli che avanzeranno proposte per la denominazione definitiva dell’ex mercato dei fiori, che rimane una delle realizzazioni qualificanti del mandato amministrativo che si concluderà con la scadenza elettorale del prossimo 13 maggio».

Il rifacimento e la riapertura del vecchio mercato sono costati quasi 3 milioni di euro, non uno scherzo: 700mila euro per riacquistarlo dalla Cmsa, che si era aggiudicata l’area per farci un supermercato; oltre due milioni di euro per la ristrutturazione vera e propria di un grande immobile inaugurato nel 1951 sul progetto di Giuseppe Gori, Leonardo Ricci e Leonardo Savioli, tre tra i massimi architetti del ’900.

A renderlo caratteristico e riconoscibile una sottile volta in laterizio armato, aperta alle estremità così da intrattenere un rapporto con il paesaggio esterno. Sui lati lunghi si staccano dalla volta cinque arcate minori, che fanno sì che la luce penetri da ogni direzione, in modo che lo spazio coperto risulti luminoso in ogni ora del giorno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera