Picchia la moglie, condannato 33enne di Buggiano
Accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate, è stato processato col rito abbreviato dal giudice dell’udienza preliminare: due anni e mezzo di reclusione
BUGGIANO. Accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate nei confronti della moglie, un 33enne di Buggiano è stato condannato a due anni e mezzo di reclusione dal gup del tribunale di Pistoia, di fronte al quale è stato processato con il rito abbreviato. L’uomo, di cui non scriviamo le generalità unicamente per tutelare l’anonimato della vittima, si trova tuttora sottoposto alla misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento, disposta dal giudice delle indagini preliminari lo scorso luglio, dopo l’ennesimo episodio di violenza.
Quattro quelli contestati nelle imputazioni a carico dell’uomo, di origini nigeriane.
Il primo risale al 13 luglio 2019, quando aveva preso a schiaffi e pugni la moglie causandole un trauma cranico e un trauma lombare. Dopodiché l’aveva costretta a uscire di casa chiudendola fuori.
Il 27 marzo successivo invece le aveva sferrato un pugno sul naso, mentre due giorni dopo le aveva causato lesioni giudicate guaribile al pronto soccorso in sette giorni.
L’ultimo episodio, che aveva spinto la giovane donna a sporgere denuncia ai carabinieri, era avvenuto il 14 luglio dello scorso anno: anche in questo caso sette giorni di prognosi a causa delle percosse subite.
Un comportamento costellato di violenze fisiche abitali che hanno fatto sì che il 33enne fosse accusato di maltrattamenti. Assieme a continue violenze psicologiche e anche economiche, visto che sottraeva alla moglie i soldi che lei guadagnava con il proprio lavoro. Il tutto spinto da una gelosia morbosa, per la quale cercava di renderla completamente dipendente da lui e a vivere nella paura.
Dopo la richiesta di rinvio a giudizio depositata dal pm titolare dell’inchiesta Claudio Curreli (le indagini sono state condotte dai carabinieri) l’avvocato difensore dell’imputato (Sharon Serena Paglia, del foro di Prato) ha scelto per il proprio assistito la via del rito abbreviato davanti al giudice dell’udienza preliminare, ottenendo così lo sconto di un terzo sulla pena base prevista. Il gup ha respinto la richiesta di revoca della misura cautelare, ritenendo che non vi siano stati mutamenti significativi nei comportamenti dell’imputato e considerando anche il lungo arco di tempo in cui si sono verificati i maltrattamenti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
