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Gianfranco, con gli sci nel sangue a 88, anni sogna i campionati over 90
Non ha mai smesso di gareggiare e ha la casa piena di coppe e medaglie.Il segreto della longevità agonistica? «Mangiar poco ma di tutto da sempre»
MONSUMMANO. È una gradevole frizzante mattinata di aprile in Valdinievole. Il vento dei giorni scorsi per ora se n’è andato e il mutato clima invoglia a fare due passi sotto il tiepido sole primaverile. Gianfranco Guastini, classe di ferro 1935, arriva nel suo negozio di ricambi e auto forniture di via Gramsci, all’inizio di Traversagna aperto oltre mezzo secolo fa. Arriva a passo svelto, cadenzato, con tanto di borsa della spesa ben fornita e piuttosto pesante ma portata con “nonchalance”.
Gli piace camminare anche se alle normali calzature dall’età di sei anni preferisce…gli sci. Pistoiese di genia, in virtù degli spostamenti professionali del padre, impiegato delle ferrovie, nasce e cresce fra le bianche cime del Friuli a due passi dal Tarvisio, spostandosi quasi esclusivamente con tali indispensabili dispositivi ai piedi. Tuttavia al piccolo Gianfranco la cosa non dispiace affatto. Anzi col passare del tempo, gli sci diventano una sorta di amici inseparabili. Quando fa ritorno con la famiglia al di là del Serravalle, trova nell’Abetone scenari simili a quelli lasciati. È lì insegnerà, quale apprezzato maestro, a tante generazioni di amanti di questa ascetica e faticosa disciplina sportiva, la maniera giusta dello sciare. «È una bella soddisfazione vedere i progressi e di conseguenza pure i successi di chi hai allenato – ammette colui che ha sciato con i campionissimi Zeno Colò e Celina Seghi – Un altro tipo di emozione è vivere invece le vittorie in prima persona». E l’intramontabile Guastini sulla materia potrebbe scrivere un trattato perché oltre agli spazi incontaminati e alla maestosità della montagna, ha assaporato da “diversamente” giovane, l’ebrezza del successo e riscoperto il sacro fuoco della competitività facendo incetta di trofei e medaglie nelle gare master a livello nazionale ed internazionale. La stagione da poco andata in archivi è stata a dir poco trionfale a cominciare dal titolo di campione italiano nello slalom per la sua categoria e la conquista della coppa Italia come antipasto. A seguire, il piatto forte rappresentato dalle sei bellissime affermazioni nelle gare di coppa del Mondo che gli hanno consentito di alzare il trofeo iridato nella specialità del Super G, nella tappa finale di Mirabel in Francia e allo stesso tempo di conquistare l’argento quale secondo assoluto nella graduatoria comprendente slalom gigante, speciale e super G. «La medaglia più preziosa ce l’ho al collo – precisa mostrandola assieme alle altre con orgoglio – mentre la coppa è in viaggio, via corriere, e non vedo l’ora di metterla in bacheca». Il segreto di cotanta longevità agonistica? «Mangiar poco ma di tutto da sempre - spiega l’higlander pistoiese – non bevo neppure il caffè e non fumo. In inverno mi alleno regolarmente in montagna tre volte alla settimana e nei mesi diciamo meno rigidi, vado in mountain bike e faccio comunque esercizio fisico e corsetta all’aperto almeno un giorno si e l’altro no». Ma c’è ancora qualche progetto nel cassetto? “Come no! – sbotta quasi indignato – i campionati Master Over 90!!.» .
In effetti la risposta era scontata.
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