Italia
Montecatini, su via Tripoli un nulla di fatto: salta l’incontro coi negozianti
Ancora non sono note le soluzioni alternative alla chiusura totale
MONTECATINI. Una soluzione alternativa per via Tripoli in grado di dare una speranza di “resistenza” a tante imprese (almeno una quindicina) e di salvataggio del posto di lavoro per una sessantina di dipendenti. È quanto si aspettavano i commercianti e gli imprenditori di un’arteria fondamentale che taglia la città da nord a sud e che ieri avevano riposto nell’incontro con l’amministrazione comunale tutte le loro aspettative. Che invece sono rimaste deluse a causa dell’assenza dei tecnici, che erano chiamati a presentare un piano alternativo a quello di chiudere tout court la via per (almeno) sette mesi.
«Il problema – spiega Nicola Pieri, titolare della conosciuta tabaccheria, nonché portavoce dei commercianti dell’area – non è solo politico, anzi è soprattutto di natura tecnica. Da parte del sindaco Luca Baroncini e dell’assessore al traffico Emiliano Corrieri ci sono state delle aperture e disponibilità a verificare la fattibilità di soluzioni alternative, ma queste devono essere prima illustrate dai tecnici, dal progettista e dal direttore del cantiere, che però non si sono presentati all’incontro. E senza di loro le buone intenzioni rimangono fini a sé stesse». Il problema è noto: l’ormai imminente partenza dei lavori di messa in sicurezza del fosso tombato del rio Salsero, che dovrebbero iniziare subito dopo il fine settimana di Pasqua. Un cantiere da quasi un milione di euro (finanziato con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza) che suscita non poco allarme tra i negozianti della strada, «una delle più trafficate e commerciali della città, visto che almeno fino a oggi non c’è un solo fondo sfitto», dice ancora Pieri.
L'area di cantiere comporterà modifiche alla viabilità e alla sosta per tutto il periodo di durata dei lavori, che come minimo dureranno - come detto - sette mesi (meteo e imprevisti permettendo). Lo scavo e la pulizia del fosso Salsero, coperto dall’asfalto per prevenire un potenziale dissesto idrogeologico in superficie, interessa un tratto di via Tripoli lungo 66 metri, più o meno tra l’hotel Moschini (che si trova in prossimità della rotatoria di viale Foscolo) e il biscottificio Paradiso. Un lungo tratto di strada che, oltre alle già citate imprese commerciali, vede al suo interno anche la caserma dei carabinieri e il centro di salute mentale dell’Asl. «Un problema di viabilità che coinvolgerà l’intera città – dice Pieri – e che dovrebbe essere affrontato anche prospettando soluzioni alternative. Noi commercianti abbiamo incaricato un nostro tecnico di fare uno studio ad hoc, ma per poter concretamente proporre altre strade dobbiamo conoscere prima le possibilità e le potenziali vie d’uscita che offre il progetto, che contiene un capitolato da ben 782 pagine. E queste ce le possono dire solo i tecnici».
Un nuovo incontro è già stato programmato in questi giorni. «Stavolta ci aspettiamo – conclude Pieri – che ci vengano illustrate da parte di tecnici e progettisti ipotesi meno impattanti. Per esempio un’apertura parziale della strada, minori giorni di chiusura, un avanzamento dei lavori a step, il cantiere chiuso la sera, nei fine settimana e in agosto». Ma per ora in via Tripoli continua a tirare una brutta aria.
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