PIEVE A NIEVOLE. Parecchi malumori (e non da ora) in via delle Cantarelle per uno spartitraffico piazzato dal Comune di Pieve a Nievole un annetto fa, causa secondo chi protesta di ingorghi e “imbuti” alla circolazione e non di un miglioramento della viabilità della zona, come era nelle intenzioni dell’amministrazione che l’ha fatto sistemare. Sul piede di guerra soprattutto i titolari del bar Magic, attività che si trova quasi all’altezza dell’intersezione con via Tevere, non molto distante al trafficato incrocio di via Empolese. «Da noi non si ferma più nessuno – dice il gestore del bar, Alessandro Basili – tanto che abbiamo dovuto modificare la tipologia del lavoro e anche gli orari. Infatti da un po’ di tempo non siamo più aperti la mattina, proprio per il calo della clientela. Abbiamo preferito dunque concentrarci sulla fascia pomeridiana e serale, con aperitivi e pizze. Chiediamo che questa isola spartitraffico venga rivista, magari spostandola più avanti», è la richiesta rivolta al Comune di Pieve. Secondo chi avanza le rimostranze questa barriera pedonale, installata tra il bar e la fermata dell’autobus lungo via delle Cantarelle, non avrebbe diminuito la pericolosità di questo tratto di asfalto ma anzi avrebbe contribuito ad aumentarla, «perché divide la carreggiata, restringendola e formando più traffico e incolonnamenti di prima, aumentando il rischio di incidenti e tamponamenti», viene sottolineato. Ancora Basili: «In questo punto di via delle Cantarelle attraversano i pedoni, visto che vicino si trova la fermata dell’autobus, c’è il nostro bar e ci sono diverse abitazioni. Per esempio i furgoni dei corrieri si fermano a bordo strada e, complice la presenza dello spartitraffico, finiscono per restringere ancora di più la corsia. Le auto dunque possono fermarsi, e così si formano delle file, oppure tentano di sorpassare l’ostacolo, in questo modo facendo crescere la probabilità di incidenti». La questione sarà portata in consiglio comunale per trovare una soluzione dal consigliere del gruppo misto Andrea Pomponio.