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Presunta incompatibilità del sindaco Giurlani: la questione finisce in procura
Salvatore Leggio (Pescia è di tutti) ha firmato un esposto sul mancato dibattito. «Evitando di portare il caso in consiglio comunale si è commesso un reato?»
PESCIA. La questione della presunta incompatibilità del sindaco di Pescia Oreste Giurlani dopo la condanna della Corte dei conti finisce sui tavoli della procura. Salvatore Leggio, coordinatore dell’associazione “Pescia è di tutti”, ha presentato, nei giorni scorsi, un esposto, in quanto la questione non è stata sottoposta al consiglio comunale, così come aveva suggerito nel suo parere del 14 ottobre scorso il ministero dell’Interno.
Leggio interroga la procura sulle ragioni per le quali il consiglio comunale non sia stato ritenuto competente a discutere del tema, contrariamente alle indicazioni del ministero e della prefettura di Pistoia, e chiede di accertare se siano stati commessi dei reati.
Sebbene la questione sia approdata in consiglio comunale lo scorso 18 novembre sotto forma di un’interrogazione al sindaco e al presidente del consiglio, in cui i consiglieri di minoranza chiedevano come mai non fosse stata fornita loro copia del parere del ministero dell’Interno, la stessa non è mai stata dibattuta. Neanche quando il consigliere Francesco Conforti, non soddisfatto della risposta all’interrogazione, ha presentato un’ulteriore risoluzione chiedendo che i consiglieri si esprimessero con un voto sulla faccenda. Tale risoluzione, infatti, non è stata votata né in quella seduta né messa all’ordine del giorno della seduta successiva.
Nell’esposto alla procura, Leggio ricorda a questo proposito come stando al regolamento del consiglio comunale le risoluzioni “vengono discusse e votate durante la seduta”, ma questo, non si è verificato.
«La competenza del consiglio comunale a trattare l’argomento – si legge nell’esposto – indipendentemente dall’esito della votazione, è stata, però, riaffermata sia dal parere del ministero dell’Interno, sia dalla nota della prefettura di Pistoia: dunque, in base a quale presupposto giuridico il presidente del consiglio comunale di Pescia si è assunto la responsabilità di dichiarare incompetente lo stesso consiglio a pronunciarsi sul tema? E ciò in aperta contraddizione, per non dire violazione, con quanto disposto dal ministero dell’Interno e dalla prefettura».
Pertanto spetterà alla procura valutare se sia stato o meno commesso un reato.
«Al consiglio comunale di Pescia è stata preclusa la possibilità di trattare il tema, indipendentemente da come si sarebbe lo stesso pronunciato – ha sottolineato Leggio, spiegando le ragioni che lo hanno spinto risolutamente a volere approfondire la questione – Il presidente del consiglio Vittoriano Brizzi non solo ha ritenuto autonomamente di non sottoporre la questione all’esame dei consiglieri, ma, oltretutto, ha dichiarato inammissibile l’atto proveniente da un consigliere comunale . E questa, a prescindere dai profili di rilevanza penale da accertare, è una mancanza di rispetto nei confronti del consiglio e, in ultimo, dei cittadini che il medesimo rappresenta».
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