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Museo dimenticato dopo il Covid Il titolare: «Venite a trovarci»

di Maria Salerno
Museo dimenticato dopo il Covid Il titolare: «Venite a trovarci»

Vellano Dal 1999 “La miniera di Publio” racconta la storia dei cavatori

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PESCIA.  A dare il benvenuto al paese di Vellano, capoluogo delle dieci castella della Valleriana, c’è un bassorilievo realizzato dal maestro scultore Roberto Politano intitolato “Vellano: il paese degli scalpellini”. Rappresenta un omaggio al passato glorioso di questo antico borgo della montagna pesciatina, caratterizzato dalla lavorazione della pietra serena.

Un tempo, infatti, persino sui bordi delle strade era consuetudine incontrare “gli artigiani della pietra”, polverosi e seri, intenti a ricavare piccoli capolavori.

Anche Lino Biagini faceva parte di questa schiera di abili operatori e, in memoria del padre e di tutti i suoi colleghi che con il loro durissimo lavoro avevano fatto di Vellano un centro rinomato in tutto il mondo, Publio Biagini, nel 1999 insieme alla moglie Alda, decide di aprire il museo storico etnografico del minatore e del cavatore, noto a tutti come “La Miniera di Publio”.

«La mia prima mostra fu realizzata interamente con strumenti di lavoro di mio padre» racconta Publio, poi visto l’interesse, decise di diffondere la conoscenza della tradizione degli scalpellini attraverso un’esposizione permanente dei loro strumenti di lavoro, insieme ad una collezione di mille minerali toscani rinvenuti fra il 1907 e il 1972 e oltre diecimila pezzi di archeologia mineraria e cavatoria.

Oltre agli arnesi del mestiere, all’interno del museo, è possibile esaminare: lanterne, bricchi, borracce e persino il bollitore per ghiande, un tempo largamente utilizzato. I minerali sono stati raccolti e disposti da Publio Biagini insieme a un buon numero di minerali trovati nelle cave, nelle miniere o nei fiumi.

«Prima della pandemia potevamo contare su migliaia di visitatori, oggi ridotte a poche centinaia – prosegue Biagini, che guida personalmente i visitatori all’interno di questo suggestivo itinerario – potevamo contare anche sulle scolaresche e sui gruppi organizzati, ma dopo il Covid tutto sembra più difficile. E allora rivolgo un appello a tutti quanti: venite a trovarci». Non si tratta solo di conoscere e visitare la miniera di Publio, ma anche il territorio di Vellano, testimone tutto di quell’antica tradizione documentata al museo.

«Chi lo desidera potrà visitare, su prenotazione, anche la cava Nardini – ricorda Publio – che è anche l’ultima cava di pietra serena ancora attiva in tutta la provincia».

Le novità sono tante, sottolinea l’appassionato titolare, tra queste anche la possibilità di scambiare i minerali, ma la cosa senz’altro più importante è che i giovani conoscano il loro territorio, anche attraverso il passato che lo ha contraddistinto.

All’interno del museo sono presenti oltre 3000 libri di scienze naturali e 800 dvd in prestito gratuito.

Il museo è aperto tutti i giorni dell’anno dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17. La domenica è necessaria una prenotazione. Telefono: 330 910517 – e mail: laminieradipublio@libero. it – è consigliabile prenotare. Le visite guidate sono gratuite.

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