Il Tirreno

Montecatini

Il personaggio

È montecatinese il giudice di pugilato che dà del tu ai campioni mondiali

di Roberto Grazzini
Boscarelli, primo a destra, assieme agli altri due giudici impiegati nell’incontro valevole per il titolo mondiale pesi medi femminili a Londra
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Boscarelli, primo a destra, assieme agli altri due giudici impiegati nell’incontro valevole per il titolo mondiale pesi medi femminili a Londra

Luigi Boscarelli ha preso parte all’incontro da titolo dei pesi medi femminili

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MONTECATINI.  Fra le migliaia di presenti alla O2 Arena di Londra, luogo sacro del nobile teatro, sabato scorso nella sfida valevole per il titolo mondiale unificato dei pesi medi femminili fra Clarissa Shields e Savannah Marshall ac’era Luigi Boscarellli, montecatinese di Sottoverga. Una postazione, diciamo, di assoluto prestigio la prima a bordo ring, con tanto di tavolino e penna per aggiornare continuamente il suo personalissimo cartellino. La sua divisa ufficiale è lo smoking quando giudica fuori del quadrato, oppure l’inamidata camicia bianca a maniche corta ma sempre col papillon nero se deve dividere in prima persona che tira di boxe di mestiere. In quell’arena in miniatura delimitata dalle corde tra montanti, diretti, paradenti che saltano il buon Luigi è decisamente a proprio agio. Ci vuole la vocazione come per il prete, ripete a chi glielo chiede. Classe di ferro 1959, Ex boxeur in gioventù, è ormai una sorta di guru nel panorama internazionale, con una carriera che parla da sola. Dal 2008 è arbitro internazionale per le associazioni Wbo e Wbf mentre nel 2014 anche la Wba, il top delle associazioni pugilistiche, ha riconosciuto la bravura di Boscarelli. Contando solo da allora ha giudicato o diretto, a bordo ring o dentro, 58 match di cui 14 valevoli per un titolo mondiale, mentre in patria ha officiato oltre a 50 match con in palio il titolo italiano dei quali 11 come arbitro. In carriera, a partire dal 10 novembre 1989, ha abbondantemente superato la quota di 15. 000 incontri, arbitrandone non on meno di 4. 500. Dall’anno passato è pure supervisore per la Federazione Pugilistica Italiana. Il sogno nel cassetto? Una sfida da dirigere al Madison Square Garden di New York o alla Roberto Celeste Arena doi San Juan di Portorico. Due location che mancano alla “collezione”. Ah…per la cronaca ha vinto la Shields. Verdetto unanime.

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