Italia
Caro bollette, due giovani baristi ai colleghi: «Venite al bar, parliamone e uniamoci»
Dal bar Centrale l’invito a clienti e commercianti
PESCIA. Lei si chiama Teresa, sguardo fiero di chi a dispetto della giovane età ha imparato presto come ci si guadagna da vivere, lui è Francesco (Ciccio per gli amici) e di Teresa è compagno, nella vita e nel lavoro. Insieme gestiscono il Bar Centrale, a Pescia. Era il 2 agosto del 2019 quando inauguravano il locale, coronando un sogno che da Reggio Calabria li aveva portati fino alla provincia Toscana: aprire un’attività in proprio che li realizzasse e offrisse un futuro a loro figlia. Difficile prevedere che da lì a qualche mese il Covid avrebbe cambiato le vite di tutti. Quante attività, solide e collaudate, dopo la chiusura determinata dalla pandemia non hanno più riaperto? E invece loro, nonostante le difficoltà economiche a cui hanno dovuto far fronte si sono messi di buzzo buono e hanno onorato tutti i debiti, lavorando a testa bassa: con le colazioni a domicilio, i taglieri e le pizze da asporto, la mensa comunale. «E che dire poi dei nostri clienti? – dice Teresa Alampi - Che sono davvero fantastici e ci spronano tanto e che durante il lockdown ci hanno fatto sentire sostegno e vicinanza? È anche grazie a loro che ne abbiamo superate tante».
Ma proprio quando sembrava fosse giunto il momento di tirare un sospiro di sollievo e dedicarsi anima e corpo alla creatività gastronomica (in cui Ciccio Macheda è maestro) ecco profilarsi all’orizzonte l’ennesima grana: il caro-bollette. Che fa paura a tutti, ma di cui non si parla abbastanza secondo Teresa. «Abbiamo paura della bolletta che arriverà – ammette – ma in qualche modo faremo, mi dico. Spero solo di riuscire a pagarla e che non superi l’importo del fatturato». Il timore nasce dalla constatazione che la bolletta relativa al mese di agosto, in cui il bar è rimasto aperto appena 14 giorni, ammontava a 3000 euro. Eppure, a dispetto della paura, Teresa vuole essere ottimista. Lo Stato ci aiuterà? Ci consentiranno la rateizzazione? Sarà solo un momento e poi si tornerà verso la normalità? Sono queste le domande che in queste settimane continua a porsi, pur mantenendo l’atteggiamento del bombo «che ha una struttura alare che non gli consentirebbe di volare – ci spiega – ma poiché non lo sa, continua a sbattere le alucce come un maledetto e vola».
E Teresa e Ciccio, esattamente come il bombo, non si fermano mai. «Ci piace quello che facciamo e ci dà molta soddisfazione vedere che la gente apprezza – dice – per carattere non sono una che chiede aiuto, mi piace farcela da sola, ma intorno a questo caro bollette mi pare di percepire una specie di tabù. Anche tra commercianti se ne parla poco. Forse si dovrebbe fare come in famiglia, quando sai che tua sorella ha un problema e tu hai un problema simile ci si mette intorno ad un tavolo e se ne parla per cercare una soluzione comune o anche solo per sostenersi a vicenda». Proprio con questo scopo, qualche giorno fa, sulla pagina Facebook del Bar Centrale Teresa ha pubblicato un post in cui invitava a “discuterne con calma, davanti ad un caffè”.
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