Monsummano, ristorante riapre dopo essere stato devastato dalla bufera del 18 agosto
Torna disponibile la famosa sala panoramica nel ristorante di Monsummano Alto. La famiglia Taddeo: «Siamo molto contenti, speriamo di lavorare anche d’inverno»
MONSUMMANO. Tra i danni più evidenti causati in Valdinievole dalla bufera del 18 agosto, che per fortuna non colpì le persone, ci furono quelli subiti dal ristorante panoramico La Foresteria di Monsummano Alto.
Il mix letale di vento e pioggia ruppe le ampie vetrate da cui ammirare il panorama, gustando al contempo pietanze di cucina tipica toscana al passo coi tempi.
Un contrattempo che in piena stagione estiva – rappresentando la perdita dei 50-60 coperti degli 80-90 totali comprendendo anche la sala interna – poteva suonare come duro colpo al morale. Non per la famiglia Taddeo, che dal 1999 gestisce il ristorante nello splendido borgo medievale, a cui poi si è aggiunto l’affittacamere Villa San Bastiano.
Ma già da qualche giorno niente più vetri rotti e infissi da aggiustare, niente tendone rovinato e tavolini ribaltati. Ma pulizia, ordine e un ambiente praticamente nuovo e pronto ad accogliere i clienti.
Perché grazie ad un notevole sforzo economico e lavorativo, la veranda che si affaccia sull’incantevole paesaggio è completamente rinata.
«Per rimettere tutto apposto ci sono volute circa tre settimane – racconta Flavia Taddeo, 34 anni, figlia e collega di Furio e Giovanna – perché è successo nel fine settimana dopo ferragosto quando tante ditte erano in ferie. Nel frattempo abbiamo continuato a lavorare con la sala interna, il “disastro” ci ha spezzato un po’le gambe a poche settimane dalla chiusura dell’estate perché fino a quel momento il ristorante era andato veramente alla grande. In questo periodo diversi gruppi di clienti sono venuti per la qualità del cibo e del servizio nonostante la sala panoramica non fosse disponibile, ma chiaramente dall’altro lato abbiamo perso un po’di appetibilità e ci è dispiaciuto».
«Però rimboccandoci le maniche e facendo tutto da soli siamo riusciti a riaprire in tempi ragionevoli – riprende la giovane, che si alterna tra cucina, sala e pubbliche relazioni anche per l’adiacente struttura ricettiva – a la sala esterna già dalla scorsa settimana. È stato un rush finale davvero senza tregua, per cercare di tornare il prima possibile a pieno regime. Non solo della ditta ma anche nostro, in termini di pulizia e sistemazione. Siamo felici di com’è andata, e adesso la nostra sala è praticamente come nuova. Resterà aperta anche d’inverno con i funghi da riscaldamento, visto che non è completamente chiusa».
Un entusiasmo che nemmeno le preoccupazioni dovute al periodo storico e all’esplosione dei prezzi dell’energia riescono a condizionare del tutto.
«Da ottobre diminuiremo un po’l’orario concentrando il lavoro verso il fine settimana – spiega Flavia – anche perché col problema delle bollette dovremo sostenere costi enormi e fare due conti. Sicuramente ci aspettano dei sacrifici, ma ci auguriamo di riscuotere quell’affetto e quella soddisfazione che i clienti ci riconoscono».
Stringere i denti, consapevoli della qualità della propria offerta culinaria e umana, che si forgia ma è al contempo anche indipendente dalla bellezza della veranda.
Flavia, Furio e Giovanna cercheranno di fare questo, per quest’inverno e non solo. Farsi abbattere delle difficoltà, proprio adesso che si sono rialzati con le proprie gambe da una caduta – seppur di gravità non esagerata – sarebbe inutile.
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