Il Tirreno

Montecatini

Un rione tutto in bianco e rosso per dare la carica ai suoi arcieri

Maria Salerno
Un rione tutto in bianco e rosso per dare la carica ai suoi arcieri

Finestre e porte addobbate nel quartiere  con i colori dello stemma che ha una chiave

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PESCIA. “Popolo bianco rosso vestiamo dei nostri colori rionali il quartiere!” Questo l’invito che qualche giorno fa il comitato organizzativo del rione Santa Maria ha rivolto ai propri rionali allo scopo di mostrare “a chi non crede più nel Palio, che questo, invece, è ancora bello vivo e sentito”. Lo stemma del quartiere, infatti, è rappresentato da una chiave color argento al centro di un drappo rosso. Lo spirito della richiesta di addobbare le finestre e le porte del quartiere del Duomo con i colori dello stemma rionale ha dunque il preciso scopo di tenere vivo e desto l’orgoglio “di esser domaioli” (così sono appellati gli appartenenti al Santa Maria). Il nome del rione deriva dalla cattedrale di Maria Santissima Assunta e di San Giovanni Battista, Duomo di Pescia. La sede si trova in via Del Carmine, nel cuore del centro storico, all'interno del complesso del seminario vescovile. «Entusiasmo e buone vibrazioni – così il presidente Federico Bini descrive l’atmosfera che si respira in questi giorni di attesa e preparazione dell’evento più importante per la città – visto il notevole sforzo economico e organizzativo che la Lega dei Rioni, di cui quest’anno sono coordinatore, è stato chiamato a sostenere dopo due anni estremamente travagliati, il nostro augurio è quello che la cittadinanza risponda e che l’occasione possa fungere da richiamo anche per turisti e visitatori provenienti da fuori». Così come gli altri rioni, anche il Santa Maria ha dovuto far fronte all’allontanamento dei ragazzi dall’associazione, fenomeno che comunque sembra essere rientrato con la normale ripresa delle attività dei diversi gruppi. Nel 1989 il rione, ancora molto giovane (la sua costituzione risale all’81) si ampliò formando il gruppo degli sbandieratori, grazie ad alcuni rionali e soprattutto al supporto della scuola versiliese e dei gruppi del Palio dei Micci di Querceta, del Pozzo di Seravezza e della Madonnina di Ripa di Seravezza.

Il reparto dei musici e degli sbandieratori, che ha valorizzato il corteggio storico del rione, nel corso degli anni è maturato prendendo parte a gare e tornei a livello nazionale, facendosi conoscere e apprezzare in Italia e all'estero in numerosi eventi di carattere storico-medievale. Ad oggi il “Gruppo Musici e Sbandieratori” si compone di circa 40 elementi divisi tra percussioni (tamburi), fiati (chiarine), sbandieratori e porta stendardo; il gruppo è affiliato alla Federazione Nazionale Sbandieratori dal 2008 ed ogni anno partecipa a vari tornei ed ai campionati nazionali di categoria. «Quello del rione è un ambiente sano, pulito, apolitico e aconfessionale, che svolge l’importante funzione di aggregatore sociale – spiega Bini – e fatta eccezione per le associazioni sportive è uno dei pochi, oggi, ad avere queste caratteristiche. I genitori possono mandare i figli con serenità senza il timore di brutte contaminazioni, sapendo che col tempo si diventa una famiglia. Certo, un po’ di campanilismo c’è, nasce dalla rivalità tra rioni, ma si tratta di una competizione sana, che quasi mai degenera in fenomeni beceri». Anche se può accadere. Qualche giorno fa, su uno degli argini del fiume Pescia tra il ponte del Marchi e il ponte Europa è comparsa una scritta ingiuriosa nei confronti delle donne del rione. Il presidente l’ha ritenuta offensiva nei confronti di tutte le donne e ne ha chiesto la rimozione, in quanto deturpa un bene pubblico. «Però, a parte qualche questi episodi beceri che mirano semplicemente a scatenare reazioni – assicura Bini – la rivalità tra gruppi è meramente goliardica e serve a far sentire la competizione». Il rione Santa Maria ha vinto 10 palii, l'ultimo dei quali nel 2017.


 

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