Ferraia con la voglia di riscatto a 11 anni dall’ultimo Cencio vinto
Siamo nella parte del centro storico quella della vita politica e dei commerci. Il nome dai ferraioli che qui abitavano è anche il comitato che è nato per prima
PESCIA. Un giglio dorato in campo rosso: questo è lo stemma del rione Ferraia, che comprende la parte nord-occidentale della città, ovvero la zona più antica (l’odierno centro storico) , in cui si svolgeva la vita politica e commerciale di Pescia. Ferraia così denominato per via degli antichi ferraioli che lo abitavano è anche il rione di più antica costituzione – essendo nato nel 1980 – e quello che detiene più vittorie (15 i palii conquistati) . A questi primati se ne aggiunge un altro. «Siamo la contrada che da più tempo non vince – sottolinea il presidente Riccardo Michelotti – 11 anni fa l’ultimo palio conquistato e questo crea da un lato un po’ di pressione, dall’altra una bella aspettativa. Insomma si vuole vincere! ». Anche perché la vittoria, ci spiega Michelotti non è solo la vittoria degli arcieri. «È come dare gas alla macchina, carica l’intero gruppo e questo entusiasmo è tale e tanto che finisce per accompagnarci per tutto l’anno». È tanta l’attesa per l’edizione 2022, la prima dopo il Covid. «Sono stati due anni difficili – spiega Michelotti – che ci hanno portato via risorse economiche e anche umane». Questo dell’allontanamento, soprattutto dei più giovani, dai rioni, durante la pandemia è un tema che ha riguardato un po’ tutte le contrade. La vita associativa, infatti, è incompatibile con tutte le restrizioni cui siamo stati soggetti e questo ha finito per determinare anche un danno alle casse dei rioni che si autosostengono attraverso l’organizzazione di cene, feste ed eventi di varia ispirazione. «Noi paghiamo anche l’affitto di una sede – spiega il presidente – quindi se non fossimo stati lungimiranti probabilmente oggi avremmo ancora più difficoltà, invece siamo qui. Da questa primavera anche molti ragazzi si sono riavvicinati e questo ci fa ben sperare».
Ma la vita rionale, vissuta così intensamente da chi nel rione ci è nato e ci ha vissuto per una vita, ereditando anche le storie della propria famiglia, è altrettanto sentita dalle giovani generazioni? «Il rione è aperto a tutti – precisa Michelotti – ma è ovvio che crescere nel rione, magari essendo figlio di rionali te la fa vivere in maniera completamente diversa. Io adesso faccio il presidente, Matteo Bartolini è il vice presidente, prima di noi i nostri padri erano rispettivamente presidente e vicepresidente, è una tradizione che si porta avanti con orgoglio, c’è un attaccamento particolare che lo fa essere quasi un secondo lavoro; l’approccio dei più giovani è diverso, ma a modo loro lo sentono anche loro».
Il Comitato Rione Ferraia nacque ufficialmente il 23 settembre 1980 su iniziativa di un gruppo di amici, tra loro proprio Marco Bartolini e Fabrizio Michelotti. Il gruppo dichiarò il proposito di riportare alla luce le antiche tradizioni locali e di riproporre la sfida, un tempo espressa con spettacolari sassaiole nel letto del fiume Pescia, con i concittadini situati nell’altra sponda del fiume, soprannominati “domaioli” perché abitanti nel quartiere dove sorge il Duomo. Negli anni si è formato un gruppo di oltre cento figuranti che includono: i gruppi dei musici, degli sbandieratori e di danza storica. Altri personaggi impersonano il signore del quartiere e la sua dama, con la loro corte, alabardieri, arcieri e balestrieri. I componenti del rione Ferraia vengono spesso chiamati in Italia e all’estero a rappresentare con le loro esibizioni le origini, gli usi e i costumi della città di Pescia. La Ferraia è stato il primo rione di Pescia ad ottenere la promozione nella massima serie A1 (Tenzone Aurea) del Campionato Italiano della Federazione Italiana Sbandieratori (F.I.Sb.) , la prima volta nel 2013 a Cori, senza disputare il seguente campionato a causa della concomitanza con il Palio.
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