Alival, nuovo incontro la prossima settimana. E la tensione aumenta
La Cgil: «È necessario il piano industriale»
PONTE BUGGIANESE. Situazione difficile ed in evoluzione alla Alival del gruppo Castelli, controllato dalla multinazionale Lactalis, che la scorsa Pasquetta ha annunciato la chiusura degli stabilimenti italiani sia in Toscana, a Ponte Buggianese, sia in Calabria.
«Il recente sciopero che ha coinvolto tutte le realtà Alival – fa notare il segretario della Flai Cgil Pistoia e Prato Federico Baccanelli – ha avuto una discreta adesione». «Altre interruzioni dal lavoro – aggiunge – sono però previste qualora la vertenza sindacale non si sblocchi» .
L’appuntamento di martedì 19 luglio al palazzo della Conferenza delle regioni a Roma viene ad assumere quindi un’importanza fondamentale, anche se sugli esiti lo stesso dirigente sindacale nutra più di un dubbio.
«Questo incontro è di fondamentale importanza ma non è detto che sia quello decisivo - spiega Baccanelli – Occorre che l’azienda capisca che non può restare perennemente arroccata ai suoi propositi di chiusura. Senza un reale passo in avanti, saremo costretti a mettere sul tappeto altre forme di lotta per tutelare il diritto al lavoro di tutti i dipendenti del gruppo».
La volontà di non fare ulteriori sconti al gruppo Lactalis che, mentre continua a sponsorizzare programmi televisivi di successo (come la serie di don Matteoche viene trasmessa da Rai 1) , ha licenziato oltre 150 lavoratori dei 3 stabilimenti di Ponte Buggianese, Reggio Calabria e Cinigiano, è chiara ed evidente.
«La presentazione del piano industriale a questo punto della trattativa non è più procrastinabile – va avanti ancora Baccanelli – Attraverso questo fondamentale documento per la vita dell’azienda si potrà capire le reali intenzioni della multinazionale francese».
Il piano coinvolge anche tutte le varie realtà aziendali, anche quella di Porcari. Vedere il grado di importanza che verrà dato a questo sito produttivo, aiuterà a capire indirettamente anche la sorte che dovrebbe essere riservata allo stabilimento di Ponte buggianese».
Il riferimento alla fabbrica Alival di Porcari non è affatto casuale.
Negli ultimi tre mesi, cioè da quando è iniziato lo stato di agitazione, gran parte della produzione di Ponte Buggianese è stata assorbita proprio dal vicino stabilimento della Piana lucchese, obbligando peraltro i lavoratori di questa realtà a una serie di straordinari festivi e notturni.
«Il messaggio che vogliamo veicolare – conclude quindi il sindacalista segretario della Flai Cgil Pistoia e PratoFederico Baccanelli – è che senza effettivi progressi andremo incontro a una serie di scioperi da parte di tutti i lavoratori del gruppo, su cui incombe la cessazione dell’attività produttiva entro il marzo del 2023».
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