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Spazi ridotti e tante bottiglie: a Montecatini allarme raccolta differenziata

Gli albergatori plaudono alla novità ma prevedono problemi


12 giugno 2022 Simone Peselli


MONTECATINI. La difficoltà maggiore sarà quella di gestire la grande quantità di bottiglie di vetro che dovranno essere smaltite soprattutto nei fine settimana. Capire dove posizionare, nel cuore di Montecatini, tutte le campane per la raccolta e, soprattutto, come svuotarle con la rapidità necessaria. Poi ci saranno i problemi a cui si troveranno di fronte le attività ricettive più piccole, alle prese con spazi ridotti in cui tenere i cassonetti.

Dal 3 ottobre scatterà anche a Montecatini l’obbligo della raccolta differenziata. Ci saranno due sistemi: quello ibrido e il porta a porta integrale. Il primo, attivato nella parte centrale urbana e residenziale, per 10. 329 utenze domestiche e 1.576 non domestiche, prevede la raccolta porta a porta di imballaggi e contenitori in plastica, tetrapak, metallo, polistirolo, carta e cartone, affiancata dalla raccolta nei cassonetti stradali ad accesso controllato con chiavetta elettronica A-Pass dei rifiuti organici e del residuo non differenziabile. La raccolta del vetro è assicurata mediante le classiche campane stradali. Il porta a porta integrale riguarda solo le strutture ricettive. Si tratta di 274 utenze non domestiche. Tra queste, il servizio è garantito in modo specifico per 147 fra hotel, alberghi, bar e attività di ristorazione.

Fabio Cenni presidente di Assohotel Toscana, ma anche titolare dell’Hotel Ercolini e Savi e del ristorante la Pecora Nera, è tranquillo. «Cosa cambia? Che per gli alberghi e i ristoranti del centro la raccolta differenziata sarà porta a porta. Quindi cambia poco per gli alberghi che hanno spazi interni dove vengono tenuti i cassonetti. Sicuramente da ottobre sarà fatto in modo più accurato».

Ma c’è il problema del vetro che andrà portato nelle campane in strada.

«C’è da capire dove saranno collocate – ammette Cenni – A fine servizio, nelle strade del centro, penso a tutte le bottiglie del Plaza, del Reale, del Food Farm, dell’Imperiale... Specialmente nel fine settimana produciamo tantissimo vetro. Ci sarà da vedere come fare, perché le campane saranno in mezzo alla strada. Per il resto, la quantità di ritiri sarà da regolare insieme alla dimensione dei cassonetti. Le attività più piccole avranno problemi di dove tenere i cassoni e dovranno organizzarsi con difficoltà. Questo è un passaggio obbligatorio, siamo veramente fra gli ultimi. Bisognerà abituarsi, all’inizio sarà difficile, ma poi verrà naturale».

La speranza è che la raccolta differenziata porti un risparmio nelle bollette.

«Va fatta per diminuire la parte di indifferenziato, che poi è quella che costa e che va a influire sull’aumento della nostra Tari – conferma Cenni – Come Toscana siamo costretti a portare una parte di indifferenziato all’estero o fuori regione. È assurdo che ci sia la necessità di esportare il rifiuto e che a pagare siano le imprese. I nostri dipendenti dovranno abituarsi a farla. La politica dovrà prendere decisioni anche scomode finché la parte che non va in discarica e non viene riciclata venga trattata in loco e non siano spesi soldi».

Carlo Bartolini, oltre ad essere presidente della Federalberghi Apam, è titolare di un albergo, lo Smart Hotel. quindi sa bene quali saranno le difficoltà da affrontare.

«La manifestazione del rispetto per l’ambiente è uno dei valori che i turisti, soprattutto quelli del nord Europa, apprezzano moltissimo – spiega – Nell’incontro con Alia di presentazione del servizio abbiamo fatto richiesta per ottenere del materiale per promuovere la raccolta differenziata anche nelle camere degli alberghi. Nel contempo ci auguriamo che questo atteggiamento virtuoso sia accompagnato da una politica tariffaria in linea con l’impegno che ognuno dovrà impiegare per il migliore risultato della raccolta differenziata. Che credo sia un’evoluzione conseguente alle necessità ambientali e sociali. Non è una questione di essere favorevoli o meno, ma di trovare il migliore sistema di gestione, anche operativo, per abbattere le tariffe. La scelta ambientale è sicuramente positiva, ma si dovrà tenere conto dell’impegno importante che nella sua gestione viene richiesto alla nostra categoria».

L’albergatore Antonio Mariotti, proprietario dell’Adua & Regina di Saba è chiaro: «Abitando a Massa e Cozzile, già da vari anni faccio la raccolta differenziata. A ragion veduta confermo che non è poi così difficile adattarsi, come in tutto bastano volontà e buonsenso. A Montecatini le nostre aziende sono avvantaggiate, perché già con la carta, il vetro e i rifiuti speciali facciamo raccolta differenziata da diversi anni. Ora la faremo anche con plastica e organico. Il problema non è farla, ma riuscire a pagare le bollette esose e, soprattutto, ingiuste che ci arrivano. Spazzatura, luce, gas... e aumenti spropositati in tutti i settori. L’attuale sistema a metro quadrato è altamente penalizzante per gli alberghi che, ovviamente, devono avere grandi superfici».

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