Meteo
Parte il controllo di vicinato Via libera del commissario
Esecutivo il protocollo sottoscritto da Comune e prefettura nel gennaio scorso per la sorveglianza da parte dei cittadini secondo i principi del mutuo soccorso
PESCIA. Uno strumento di prevenzione basato sulla partecipazione attiva dei cittadini attraverso un controllo informale della loro zona di residenza e la cooperazione con le forze di polizia al fine di ridurre il verificarsi di reati. Si tratta del “controllo di vicinato”, da pochi giorni attivo nel centro storico di Pescia grazie alla delibera del 5 maggio scorso con cui il commissario prefettizio ha approvato le iniziative finalizzate al miglioramento di una più minuziosa sorveglianza svolta da parte dei cittadini aderenti, secondo le regole del buon vicinato e secondo i principi del mutuo soccorso.
La pratica del controllo del vicinato si ispira alle esperienze di “neighbourhood watch” nate negli anni Settanta negli Stati Uniti. Le prime esperienze italiane risalgono al 2008-2009, e nel 2013 si costituì l’Associazione controllo di vicinato. A Pescia le richieste di adesione al progetto sono state avanzate da parte di cittadini residenti nella zona del centro storico, nel quartiere Le Capanne, nello specifico in piazza Mazzini, via del Giuggiolo, via Cairoli, piazzetta del Moro, via San Romualdo e piazza San Romualdo.
Nel 2020 il sindaco Oreste Giurlani si era reso disponibile a far partire in via sperimentale il progetto. La proposta del controllo di vicinato è stata portata all’attenzione del consiglio comunale dal consigliere Giacomo Melosi (FdI) , ottenendo il suo inserimento nel Documento unico di programmazione 2020-2022. Così, lo scorso 12 gennaio il prefetto di Pistoia e il sindaco di Pescia hanno sottoscritto il protocollo d’intesa del progetto “controllo di vicinato”, che sanciva l’adesione formale del Comune al patto per la sicurezza, che consiste in un regolamento stilato dal ministero dell’Interno che fissa le modalità di creazione di tale controllo con regole, criteri e ambiti di intervento.
«Finalmente giungiamo alla fine di un percorso di cui mi sono fatto promotore insieme a Manuela Angeli – ha sottolineato con soddisfazione Giacomo Melosi – consapevole che in altri comuni, dove è già attivo, come ad esempio Montecatini, funziona molto bene. Non si tratta di ronde o squadracce come qualcuno ha tentato di farlo passare qualche volta, ma di gruppi organizzati di cittadini che decidono di fare controllo del territorio, supportando in questo le forze dell’ordine, i cui organici, come sappiamo, sono carenti, e quindi non possono essere dappertutto».
Al di là dei controlli delle forze dell’ordine, nella delibera si spiega che «è importante recuperare le regole di buon vicinato e di partecipazione e attenzione sociale per il bene comune, fondamentali per la prevenzione dei furti nelle abitazioni ed in generale della microcriminalità. Inoltre, la reciproca conoscenza promossa dall’esigenza di aumentare la sensazione di sicurezza, è il presupposto per una migliore e più completa convivenza sociale all’interno delle micro- comunità, essenziale per recuperare anche il valore del mutuo-soccorso».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
