Il Tirreno

Montecatini

Un camion di latte e succhi donato dall’azienda Parmalat

Simona Peselli
I profughi ucraini con il sindaco di Marliana Marco Traversari e il presidente della Prociv
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I profughi ucraini con il sindaco di Marliana Marco Traversari e il presidente della Prociv

La Prociv è stata in sede per ritirare la merce e poi si è diretta a Marliana dove è stata accolta una famiglia “allargata” di profughi con due bambini

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MASSA COZZILE. Non soltanto i cittadini, ma anche le grandi aziende stanno donando per l’Ucraina. Lo racconta Ivano Lucchesi, presidente della Prociv Arci che ieri mattina è andato a fare un carico alla Parmalat. «Siamo partiti presto per Parma fino allo stabilimento Parmalat dove ci stavano aspettando – spiega Lucchesi – ci siamo mossi con due furgoni grandi della Prociv e uno messo a disposizione dalla Croce Rossa di Monsummano Terme. Ci hanno regalato quattro pianali di prodotti Parmalat, succhi di frutta, e due di latte».

La giornata dei volontari è continuata fino al comune di Marliana, dove ad aspettarli c’era il primo cittadino Marco Traversari. «Fino a Momigno – dice Lucchesi – dove abbiamo alloggiato grazie al sindaco Traversari una famiglia composta da tre donne, due bambini e una signora incinta di otto mesi. Siamo ritornati alla sede per prelevare un’altra famiglia che alloggeremo grazie alla disponibilità offerta da un nucleo di Buggiano. Qui andranno ad abitare un babbo, una mamma con una bambina di pochi giorni».

La missione dei volontari ucraini che coraggiosamente hanno attraversato il Paese sotto le bombe e poi si sono diretti alla sede di Massa e Cozzile per caricare viveri e medicinali è andata a buon fine. Sono arrivati e hanno consegnato la merce. «Noi della Prociv ci stiamo preparando personalmente per ripartire e affrontare il prossimo viaggio che è fissato per l’8 aprile – annuncia Lucchesi –. Per poter partire dalla sede di Massa e Cozzile con un camion di undici metri, che potrà contenere tantissima merce. L’unico problema è la spesa del viaggio. Occorre trovare almeno seimila euro per acquistare il carburante per l’andata e il ritorno. Dobbiamo percorrere 3.500 chilometri. Il nostro coordinamento nazionale è già stato in Ucraina e hanno speso questa cifra. Facciamo un appello urgente a tutta la collettività per riuscire a mettere insieme questa somma per svolgere la missione».

Risparmio e ottimizzazione del viaggio. «In questo modo, invece di partire con cinque o sei furgoni, sarebbe più semplice e pratico – afferma il presidente –. Il viaggio per ogni furgone è circa di mille euro. Abbiamo speso la stessa cifra portando sicuramente meno roba. Un camion grande può contenere circa venti tonnellate di generi alimentari, medicinali. Mi ha contattato ancora la Texcus di Chiesina Uzzanese che sta valutando di mettere a disposizione un loro camion per poter fare un altro trasporto».

Il capannone della Prociv è pieno. «La nostra destinazione è sempre quella di Ivano Frankivsk – conclude Lucchesi –. La direzione dell’ospedale con un messaggio ha espresso rispetto e gratitudine al popolo italiano per il sostegno completo in questo momento difficile e cruciale per il destino dell’Ucraina. Sottolineando che le loro forze armate e i cittadini stanno difendendo coraggiosamente ogni città. Gli ucraini liberi stanno morendo, e troppi sono i feriti. Vi chiediamo con urgenza medicinali e attrezzature mediche».


 

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