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Per salvare il Mefit servono 8,6 milioni di euro

Per salvare il Mefit servono 8,6 milioni di euro

L’assessore Morelli replica alle preoccupazioni ribadendo che l’unica strada sono i fondi del Pnrr. «Ma bisogna essere uniti»

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PESCIA. «Il nostro programma elettorale si appoggiava, e continua ad appoggiarsi, su due pilastri che abbiamo sempre definito i motori dello svilupp: il Mefit e Pinocchio. Il Mercato dei fiori è quindi sempre stato una priorità per l’amministrazione comunale, convinta o che una sua salvaguardia sia essenziale sia per il settore floricolo che per la città. E in questa direzione ci siamo mossi». Così l’assessore Aldo Morelli replica alle preoccupazioni esternate in questi giorni sul futuro del Mefit. E indica una strada: arrivare ad attingere ai fondi del Pnrr, perché servono 8,6 milioni.

Ma seguiamo il suo ragionamento. «È bene ricordare – dice – che se nel 2016 il Comune non avesse accettato il trasferimento del bene nel proprio patrimonio, si sarebbe giunti a una sicura chiusura. Se lo ricordano bene tutti quelli che allora parteciparono agli incontri e alle assemblee».

«Da allora – prosegue – è stato fatto un primo intervento, di oltre 3,5 milioni di euro, incentrato sulla messa in sicurezza sismica (gli stralli) e l’impiantistica (antincendio e via dicendo). Interventi necessari per ottenere la definitiva idoneità della struttura sia per la commercializzazione di fiori e piante che per ogni tipo di altra attività».

«Sapevamo che nel 2021 scadeva il tempo della proroga concessa dai Vigili del fuoco – sottolinea –ed è su quella che lo scorso anno i vigili si sono mossi con l’attivazione del decreto 758/1994 per la regolarizzazione delle violazioni, la cui mancata osservanza può portare alla chiusura della struttura. Così ci siamo mossi con una delibera di giunta fin dal settembre 2020 per chiedere alla Regione di inserire il Mefit nelle priorità da finanziare con i fondi in arrivo del Pnrr. Nei mesi successivi abbiamo presentato il progetto la cui realizzazione consentirebbe l’ottenimento delle autorizzazioni definitive per l’uso, progetto la cui realizzazione necessita di oltre 8,6 milioni».

«E qui è bene sottolineare – chiarisce Morelli – che a vario titolo operano al Mefit più di 600 aziende, che rappresentano un territorio che va dalla Valdinievole alla Versilia, e non meno di 500 produttori con 3.500/4.000 addetti. Insieme con il presidente del Mefit abbiamo convocato un incontro con le associazioni di categoria per informare sulla situazione e i rischi per l'utilizzo della struttura, ma soprattutto perché i rappresentati dei vari settori economici fossero in grado di presentare il progetto Mefit, come stiamo facendo noi, ai tavoli regionali dove si decidono le destinazioni dei fondi Pnrr. È indispensabile una convergenza di tutti in questa delicata situazione» .



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