Baroncini: «Il Comune si opporrà alla liquidazione delle Terme»
Montecatini. Si avvicina la data dell'assemblea straordinaria per decidere il futuro di Terme di Montecatini spa. La Regione vuole la liquidazione, il comune ribatte rispondendo di no. «Anzi – conferma il sindaco Luca Baroncini – rovinerebbe il marchio. E' necessario risolvere la crisi, fare sintesi tra i soci sullo strumento. Ci vuole piuttosto uno strumento giudiziale oppure extragiudiziale per assicurare l'apertura degli stabilimenti».
Può essere un concordato per cristallizzare la situazione debitoria oppure la società potrebbe avvalersi di affitti di ramo d'azienda. «Sono ottimista, non ci sono alternative, le Terme di Montecatini devono andare avanti - spiega Baroncini -. La società è in una situazione di crisi già ormai da anni. Il Comune vuole tener conto delle ragioni e degli interessi dei creditori. Quello che in questo momento ci distingue sulle posizioni è il percorso da adottare. La Regione ha un indirizzo dal consiglio regionale di mettere in liquidità la società. Noi vogliamo valorizzare il benessere della città , della economia del territorio».
La posizione del socio di minoranza era già emersa nell'assemblea ordinaria. «Occorre una messa in sicurezza, un percorso che preveda uno strumento giuridico da definire ancora sulla base di quelle che saranno le perizie di stima e la documentazione aggiornata sullo stato economico finanziario e patrimoniale della società che ci fornirà l'amministratore al termine di questo percorso. Michelotti sta facendo queste valutazioni con i suoi consulenti e su questa base tecnicamente capiremo qual è lo strumento da adottare».
La differenza sta proprio in questo. Il Comune vuole individuare uno strumento che cristallizzi la situazione. «L'obiettivo è quello di evitare la chiusura degli stabilimenti – aggiunge Baroncini – possibili scenari che non sono nemmeno ipotizzabili e sostenibili nell'interesse della città. Possiamo prevedere anche la vendita di alcuni immobili. Magari quelli che non sono strategici».
Sull’eventualità di un cambio di destinazione d'uso il sindaco è chiaro. «Penso che potrebbe essere il male minore rispetto allo stato di abbandono, certamente non per quanto riguarda quelli strategici. Vogliamo che sia individuato uno strumento per risolvere la crisi. A seconda dei numeri che arrivano, delle perizie di stima. Non vogliamo fare prima la liquidazione e poi decidere. Ci può essere anche una soluzione parzialmente liquidatoria tenendo aperte le strutture e dando una prospettiva di rilancio al termalismo e al territorio. Da un lato dico sì alle esigenze dei creditori, ma anche a quelle della città. Vediamo. E' una decisione molto tecnica. Non riteniamo vantaggioso per la società una liquidazione e basta. Anche a tutela del valore del marchio Terme di Montecatini che è conosciuto a livello mondiale. Non ci possiamo permettere la fine del termalismo, ma rilanciarlo. Quello che è accaduto nella assemblea ordinaria si ripeterà in quella straordinaria. Bisogna trovare con la Regione una sintesi, la posizione che tutto venga messo in liquidazione non è sostenibile».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
