Il presidio
Fogne intasate e via Arno si allaga «I liquami escono anche dalle docce»
Protestano i residenti per le condotte che non ricevono «Da mesi denunciamo il problema, ma nessuno interviene»
pieve a nievole. L’acqua confluisce a valle, e quando piove le condotte non ricevono e un quartiere sovente si allaga. L’acqua non solo invade le strade e le corti esterne delle abitazioni, ma la sua pressione finisce per far traboccare anche i sanitari, i lavandini e le docce all’interno delle case, dove fuoriesce spesso liquame.
Protestano i residenti di via Arno, via delle Cantarelle, via Ponte di Monsummano e varie traverse tra Pieve a Nievole e Monsummano, verso il Padule di Fucecchio. Intorno all’area umida, tra l’altro, i fossi non ricevono e tracimano, e i campi diventano grandi pozze, veri e propri laghi da bonificare, e dove è impossibile coltivare.
«Abbiamo fatto numerose chiamate ad Acque Spa e al Comune di Pieve per problemi causati dalla acque piovane che si riversano nelle fognature nere – dice Gianpaolo Baldacci, portavoce degli abitanti - i tombini zampillano acqua come se fossero fontane pubbliche, sono situazioni di pericolo anche per gli automobilisti. Di conseguenza si sono intasate anche le fognature delle private abitazioni, causando non pochi disagi. Gli operatori degli spurghi, dopo le chiamate ricevute, sono tempestivamente intervenuti (a pagamento, ndr) ma senza risolvere il problema che persiste ormai da giorni, anzi da anni. Noi da tempo denunciamo questa situazione, senza però che qualcuno intervenga a dovere. Non sappiamo se ci sia stato un problema alla pompa di risalita situata in zona, al depuratore che non riesce a smaltire le eccessive infiltrazioni oppure da una mancata pulizia della rete fognaria».
Nella zona (dove sono presenti anche numerose aziende) dunque le fognature non funzionano e non sono in grado di far defluire i liquami e le acque reflue, che spesso fuoriescono in superficie provocando anche un danno alla salute e all’ambiente. E poi intasano le condotte private, con gli abitanti costretti a pagare di tasca propria ditte specializzate per liberare gli scarichi privati. «Ad aggravare il tutto ci si sono messi pure i fossi privati che non riescono a smaltire le acque provenienti dai torrenti e dai campi – continua Baldacci – questo è dovuto probabilmente a una cattiva manutenzione da parte dei proprietari, perché non è possibile che con un bacino grande come quello del Padule di Fucecchio, con tutti gli interventi fatti, le migliorie realizzate ai corsi fluviali e le tasse che vengono pagate al Comune, ad Acque Spa e al Consorizio di bonifica del Basso Valdarno, non si riesca a far defluire l'acqua piovana e far funzionare le fognature. Invitiamo gli organi competenti a controllare e a prendersi le proprie responsabilità», conclude Baldacci in rappresentanza di un gruppo di residenti.
Luca Signorini
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