Il Tirreno

Montecatini

il caso terme 

Azione: «Salviamo almeno Redi e Tettuccio»

D.M.

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Montecatini. Le Terme tra gli errori dell’amministrazione Severi e l’immobilismo della giunta Baroncini («L’unica a non averci investito nemmeno un euro»): a dirlo è “Azione”, che avverte: «Salviamo almeno Redi e Tettuccio, che rischiano di chiudere a febbraio». Per il gruppo che fa riferimento a Calenda le responsabilità vanno distribuite tra amministrazione Severi (che ha le «colpe maggiori», con il «sindaco a presiedere il cda nella scellerata privatizzazione ascolana») e una «china negativa che non si è più arrestata» né con Bellandi (che «ha avuto il demerito di non portare i libri in tribunale»), né con Baroncini («che si caratterizza per il totale immobilismo»). Risultato? La situazione è per Azione «compromessa, con una società gravata da 35 milioni di debiti e che genera perdite annue di oltre 2 milioni». E ora le nubi sono quanto mai scure. «Se la società andasse in liquidazione – conclude - si aprirebbero le porte di un fallimento con esiti incerti e negativi». Ora ci si adoperi «per salvare almeno Tettuccio e Redi, o ci dovremmo abbandonare all’incertezza di una vendita spezzatino».



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