Il presidio
Lo sciopero divide gli studenti del Liceo Solo quattro classi decidono di non entrare
La problematica dei guasti all’impianto di riscaldamento comunque è reale. «È più di un mese che ci fanno promesse»
Giancarlo Fioretti
MONTECATINI. Scarsa adesione allo sciopero promosso da un gruppo di studenti del Liceo Coluccio Salutati, indetto per protestare contro le criticità dell’impianto di riscaldamento della scuola, che li costringe ad assistere alle lezioni al freddo. A non varcare la soglia dell’istituto al suono della campanella (o delle campanelle, visto che le entrate sono scaglionate) sono state solo quattro classi: la quinta A e la seconda C del Liceo Scientifico, insieme ALla quinta A e a parte della seconda A dell’indirizzo Economico sociale.
«Probabilmente abbiamo avuto poco tempo per pubblicizzare questa nostra iniziativa – afferma Nadine Ouechtati, una delle leader della protesta – ma siamo convinti che la nostra azione sia servita a sensibilizzare le coscienze di molti. Purtroppo devo ravvisare che i nostri rappresentanti di istituto si sono mostrati sordi alle legittime rimostranze di gran parte degli studenti».
Che si sia consumata una frattura fra rappresentanti degli studenti nel supremo organo collegiale del Liceo Salutati e gran parte degli studenti della scuola, appare evidente. Dei quattro eletti nel consiglio di istituto, nessuno ha aderito alla protesta. «Pur comprendendo i motivi del malessere di molti miei colleghi – puntualizza Emanuele Danesi, studente del Liceo Sportivo e membro del consiglio – non ho ritenuto opportuno dare la mia adesione alla protesta. La difficile situazione della nostra scuola è comune a quella di molte altre strutture. Del resto, in tutta la provincia di Pistoia ci sono soltanto due tecnici caldaisti che devono occuparsi di tutti gli impianti. Dalla Provincia abbiamo comunque avuto assicurazioni che a gennaio, con il varo del nuovo bilancio, verranno presi dei provvedimenti anche a favore del nostro liceo».
Chi invece ha molta meno fiducia nelle istituzioni politiche è Mariangela Sabatino, studentessa della quinta Liceo Scientifico: «Ormai è più di un mese che ci vengono date assicurazioni che tutto sarà risolto al più presto. Forse era meglio non fare promesse se poi vi è la certezza che non si possono mantenere».
Le cause della scarsa adesione allo sciopero vengono poi individuate in una differente realtà presente nei vari punti della scuola. «Ci sono aulee – ci dice Martina Bulletti – che non hanno grandi problematiche, e altre in cui si gela. Il problema però riguarda tutti, a prescindere dalle situazioni particolari. Per avere una risposta ufficiale ho scritto una mail all’indirizzo pec della Provincia. Mi auguro di avere una risposta a breve».
Alcuni studenti fanno poi notare un altro aspetto. «La nostra scuola – sostiene Aurora Barone – sta crescendo di anno in anno, con nuove sezioni che vanno ad aggiungersi a quelle già esistenti. Forse, da un punto di vista strutturale, l’istituto non è attrezzato per affrontare un continuo incremento di studenti».
Il freddo, intanto, continua a regnare sovrano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
