Italia
Con la “Rabbia del lupo” il detective contadino alle prese con un giallo
PESCIA. Proseguono le avventure del detective contadino Pietro Bensi e del commissario Vitaliano Draghi, protagonisti della “Rabbia del Lupo”, il nuovo giallo di Fabrizio Silei edito da Giunti.
Il romanzo, presentato ieri pomeriggio, al Palagio di Pescia, è il sequel di “Trappola per Volpi” che nel 2019 ha segnato l’esordio di Silei come giallista, ottenendo un discreto successo. «Anche se – dice Silei – conquistare i lettori è difficilissimo soprattutto quando a muovere la scrittura è la necessità di raccontare storie e di farlo prendendo una posizione ben precisa». Il riferimento è alla Firenze fascista, che fa da sfondo all’intero romanzo e che Silei racconta con molta verità, senza fronzoli né sconti.
Ad introdurre lo scrittore ci hanno pensato il regista Samuele Rossi che ha portato sul grande schermo una rivisitazione de “Il bambino di vetro”, ispirata dall’omonimo romanzo di Silei (vincitore del suo primo Andersen nel 2012) e Iula Bevilacqua, docente di Lettere al liceo Lorenzini di Pescia. Nel libro, teatro principale dell’azione è la Certosa del Galluzzo, monastero dell’ordine certosino che sorge nella zona a sud di Firenze, sulla sommità del monte Acuto.
L’insolita coppia di investigatori questa volta deve far luce su una serie di omicidi misteriosi, alcuni dei quali consumati all’interno delle sacre mura del convento cui sembra fare da contraltare il prosaico contesto di una casa di appuntamenti frequentata dalla Firenze dei camerati fascisti.
Silei ripercorre luoghi e suggestioni della Firenze del 1937 alternando all’occhio del romanziere, quello dello storico e del sociologo. Seppure l’autore, noto al grande pubblico come narratore per ragazzi, adesso si misuri con un genere nuovo, ciò che rimane una costante della sua cifra letteraria è la straordinaria capacità di tratteggiare l’umanità dei personaggi. Del resto come ha ribadito lo stesso Silei «dentro ci sono i racconti di guerra di mia madre bambina, i luoghi della mia infanzia, i miei nonni, le mie ferite infantili».
Per questo il lettore non può fare a meno di amarli e volerne conoscere l’evoluzione. E un’evoluzione arriverà nel terzo romanzo, di cui è in corso la stesura.
Silei ma dove lo trovi il tempo per scrivere così tanto? Gli chiede qualcuno. «Non sono io – risponde sornione – sono le storie che mi vengono a cercare»
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