Italia
Una raccolta di fondi nelle aziende Verallia per donne in difficoltà
PESCIA. Dopo la proficua collaborazione avviata lo scorso anno – suggerita da un gruppo di dipendenti di Gazzo Veronese – Verallia (l’azienda di produzione di packaging in vetro ad uso alimentare che conta sei sedi in Italia, tra cui quella di via di Montecarlo a Pescia) è di nuovo a fianco di “Terre des Hommes”.
A partire da ieri, in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’azienda promuove in tutti i suoi stabilimenti una raccolta fondi destinata all’acquisto di prodotti alimentari non deperibili, generi di prima necessità e prodotti per la prima infanzia che sarà attiva per tutto il periodo natalizio. Il tutto sarà destinato al sostegno di ragazze e giovani donne che “Terre des Hommes” sostiene attraverso “Spazio indifesa” di Milano.
Gli spazio indifesa aperti a Milano e Parma sono luoghi dove “Terre des Hommes”, insieme ad un network di associazioni e gruppi di volontari, offre protezione, ascolto e sostegno a donne in difficoltà, perché vittime o a rischio di subire violenza o perché si trovano in condizioni di vulnerabilità socioeconomica. Donne che possono trovare servizi di consulenza psicologica e legale, corsi di italiano, assistenza educativa per i loro bambini e bambine, servizi di supporto alla genitorialità, corsi di educazione finanziaria per raggiungere consapevolezza e autonomia nella gestione delle risorse economiche.
L’anno scorso Verallia, oltre alla raccolta di beni di primo aiuto, aveva voluto sensibilizzare i propri dipendenti con l’installazione di una panchina rossa nei vari stabilimenti. Un’iniziativa che era stata accolta con favoree che nel 2021 si arricchisce con il lancio di una nuova campagna di sensibilizzazione all’interno dei siti produttivi del gruppo. Luca Bollettino, direttore di Verallia Italia, spiega: «Vogliamo stigmatizzare quelle formule verbali come “sei una donna con le palle” che spesso si utilizzano con leggerezza e ignoranza, ma che feriscono e offendono le nostre colleghe. Per questo abbiamo voluto apporre in ogni stabilimento un manifesto con queste frasi per riflettere e agire un cambiamento culturale».
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