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sistema idrogeologico  

Dubbi sulla circolazione delle acque termali Accordo con l’Università

D.M.

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MONTECATINI. Un accordo con l’Università di Firenze per chiarire i dubbi che ancora avvolgono il nostro sistema idrogeologico e la circolazione delle acque termali. L’atto di indirizzo propedeutico alla firma dell’intesa con il dipartimento di scienze della terra (professor Enrico Pandeli) è stato già approvato dalla giunta e ora sarà coinvolto un dottorato di ricerca denominato “Indagini geologico-strutturali e geochimico-isotopiche dei sistemi termali di Montecatini e della Valdinievole”, per un approfondimento degli studi per migliorare il quadro geochimico del territorio.

La città, infatti, oltre a rappresentare un’eccezionale testimonianza del fenomeno del termalismo europeo tale da essere riconosciuta patrimonio Unesco, ha un sistema termale tra i più complessi a livello mondiale. Nonostante i vari studi effettuati in passato, ancora oggi rimangono dubbi sul modello geologico-idrogeologico. «In particolare – spiega l’assessore alla cultura Alessandro Sartoni – risulta ancora da chiarire l’estensione e la dinamica del circuito delle acque e le possibili interferenze tra le diverse sorgenti, aspetto di fondamentale importanza per assicurare il presente e futuro corretto sfruttamento della risorsa termale». Il progetto prevede l’installazione di nuove stazioni pluviometriche e una campagna di campionamento delle acque e dei gas sui quali verranno eseguite le analisi geochimiche dei componenti maggiori, minori e in traccia, nonché degli isotopi dell’ossigeno e dell’idrogeno. «Questi studi – prosegue l’assessore Sartoni – completeranno il quadro idrogeologico attualmente definito sulla base dei dati disponibili in letteratura e miglioreranno sostanzialmente il quadro della circolazione delle acque termali partendo dalle aree di infiltrazione meteorica e con essa i limiti del loro sfruttamento. Lo studio diventa quindi fondamentale per l’aggiornamento delle cartografie di tutela dei bacini idrotermali nell’ambito della revisione degli strumenti urbanistici in corso». I costi previsti da questa collaborazione saranno oggetto di una richiesta di un finanziamento allo Stato, specificatamente al ministero della Cultura, nell’ambito della legge relativa ai siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella lista del patrimonio mondiale Unesco. D.M.

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