Italia
Monsummano, giovane falco pellegrino ucciso a fucilate in Padule
È il secondo recente abbattimento di una specie protetta: «Il bracconaggio è fuori controllo»
Monsummano. L'associazione Amici del Padule di Fucecchio denuncia un grave atto di bracconaggio ai danni di un giovane Falco pellegrino. È il secondo recente abbattimento di una specie protetta all'interno dell'area umida: nel primo episodio, avvenuto nel mese di settembre a Figline Valdarno, la vittima è stato un Ibis eremita, al centro di un progetto di reintroduzione in Italia (dove ne sono stati colpiti a morte una sessantina).
Raccontano dall'associazione: «Alcuni giorni fa una nostra volontaria in servizio al Centro visite di Castemartini ha ricevuto la segnalazione da parte di una ciclista della presenza di un rapace in difficoltà al Porto dell'Uggia, nella parte orientale del Padule (nel territorio di Monsummano, nda). Abbiamo allertato il personale del Centro di ricerca e documentazione che ha provveduto al recupero dell'animale, alla sua identificazione e a prestare il primo soccorso con la reidratazione. L'animale è stato tempestivamente trasferito al Cruma di Livorno (Centro recupero uccelli marini e acquatici), ma è deceduto a causa delle numerose lesioni provocate da una fucilata».
«L'esemplare ucciso – viene spiegato – potrebbe essere stato il giovane involato quest'anno della coppia che da alcuni anni nidifica sulla Cava Grande del Colle di Monsummano; oppure potrebbe trattarsi di uno degli esemplari che svernano in questo territorio cacciando soprattutto gli storni (provocando in tal modo le spettacolari evoluzioni tipiche di questi uccelli)».
Della «strage di fauna selvatica protetta», gli Amici del Padule danno la colpa all'attività venatoria che è ripartita nelle ultime settimane. «Il bracconaggio in Italia è un'attività criminale che appare oggi completamente fuori controllo. Basti pensare che gli animali ritrovati sono solo una piccola parte di quelli effettivamente colpiti», sottolineano.
L'associazione chiede che venga attivato un servizio coordinato e permanente di controllo per evitare gli abbattimenti indiscriminati in Padule, vista «l'assoluta inadeguatezza numerica del personale e l'oggettiva difficoltà di perseguire questo tipo di reato penale». E denuncia, «il grave passo indietro compiuto nel passaggio di competenze in materia ambientale dalle Province alla Regione Toscana, con il sostanziale smantellamento delle Guardie volontarie del Wwf e una graduale dismissione delle polizie provinciali, abbandonate a se stesse”.
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