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Inchiesta Coffe Break: respinta la mozione della minoranza di critica alla giunta

Annalisa Ercolini
Inchiesta Coffe Break: respinta la mozione della minoranza di critica alla giunta

Mandara (Voltiamo Pagina) e Franceschi (Lega) all’attacco «Un’altra brutta figura per l’immagine del nostro Comune»

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Annalisa Ercolini

PESCIA. L’ultima seduta del consiglio comunale di Pescia è stata decisamente bollente. L’episodio scatenante, la mozione: “Ultime vicende giudiziarie al Comune di Pescia”, presentata il 7 ottobre dai consiglieri Francesco Conforti (Conforti per Pescia), Immacolata Lanza (Conforti per Pescia), Giacomo Melosi (Fratelli d’Italia), Oliviero Franceschi (Lega Salvini), Giancarlo Mandara (Voltiamo Pagina).

La mozione è stata respinta con 8 voti contrari e 4 favorevoli. In ogni caso, la scintilla che ha infiammato la riunione è stata quando i consiglieri firmatari hanno chiesto di chiudere questa pagina politica pesciatina “piena di veleni” prendendo le distanze dall’inell’indagine denominata “Coffee Break” inerente ad appalti che sarebbero stati affidati in cambio di mazzette. Nonostante gli sforzi del presidente del consiglio Vittoriano Brizzi e la risposta dell’assessore Aldo Morelli (che ha sottolineato come l’ufficio tecnico non abbia chiuso un solo giorno e che le persone coinvolte devono ritenersi innocenti fino al terzo grado di giudizio), l’atmosfera ci è accesa. Soprattutto quando Giancarlo Mandara , appena ne ha avuto occasione, ha preso la parola: «Anzitutto, vorrei fare una precisazione nella mozione affinché si comprenda che non c’è nessuna parola di condanna preventiva. Confermo il giudizio positivo dei dipendenti comunali sul loro lavoro, sulla loro disponibilità e professionalità. Non voglio esprimere un giudizio sulle responsabilità, mentre voglio esprimere un giudizio politico sull’operato di questa amministrazione. Non ritengo che sia “sfortunata2 ma credo che abbia una responsabilità politica».

Mandara ha poi rievocato episodi passati e posto una domanda a proposito della Stazione unica appaltante (Sua): «Perché l’avete cambiata? A noi è stata presentata come qualcosa che faceva bene. Nell’interpellanza ci sono tanti argomenti che hanno un minimo comune denominatore: la sfiducia. Non solo nostra, ma anche della città».

Il consigliere ha proseguito affermando che l’amministrazione «aveva l’obbligo morale e politico di denunciare il malaffare trentennale».

Nel valzer di stilettate si è insinuato Oliviero Franceschi e i due leader coalizzati hanno rinviano al mittente ogni tentativo di soffocare le polemiche. «Voglio spendere una parola di conforto a favore dei nostri dipendenti – ha sottolineato Franceschi – che stanno passando un momento critico della loro professione. Però, l’immagine del Comune ne esce comunque distrutta. Siamo riusciti a pubblicizzare il nome di Pescia nella maniera peggiore possibile».

Ha concluso Mandara: «Stasera c’è stata un’applicazione totale dell’adagio per il quale l’allievo supera il maestro. A cosa mi riferisco? Ai primi premi del campionato della frittata girata, questo lo attribuisco alla maggioranza».

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