Il Tirreno

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Vellano 

La Miniera di Publio aperta per la festa dedicata alle castagne

Annalisa Ercolini

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Vellano. È partita domenica la Festa delle Castagne in Tavola che si tiene nel capoluogo delle Dieci Castella: Vellano. Tre pranzi domenicali nei locali del Circolo Arci con menù a base di castagne. Oltre a questo, si può visitare gratuitamente, su prenotazione, con l’ausilio di una guida, il Museo storico etnografico del minatore e del cavatore di Publio Biagini e l’ultima cava di pietra serena di Marco Nardini con in mostra le sculture dell’ultimo Simposio di Scultura, che ha per oggetto la grigia e pregiata pietra locale.

«Il Museo, nato nel 1999, è aperto, oltre a queste tre domeniche della Ffesta – spiega Biagini – anche nelle altre domeniche, su prenotazione, almeno per 5 persone, e poi tutti i giorni della settimana».

A Vellano e non solo, Publio Biagini, figlio di uno scalpellino, è conosciutissimo grazie alla Miniera di Publio, questo il nome del museo, che preserva la memoria dell’estrazione della pietra serena e alle numerose pubblicazioni inerenti appunto le cave di Vellano e la lavorazione della pietra. Publio, il montanaro dall’aria burbera ma dal cuore grande è il custode e la voce narrante dei maestri scalpellini che hanno trasformato in piccoli capolavori spallette dei ponti, pavimentazione, ornamenti e cornici. Trent’anni fa ha sentito il desiderio di ricordare e far conoscere la vita e la materia degli “operai della pietra”. Nel museo sono conservati oggetti storici, 4.000 volumi, inclusi i 60 libri scritti da Biagini.

All’interno dell’esposizione permanente è riprodotto un tipico ambiente di lavoro delle cave di Vellano. Un tempo principale attività della zona con all’attivo 50 cave, oggi ne rimane solo una poco lontana dal museo.



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