Italia
Mazzei fiero del suo 20% Pci fuori per pochi voti
LARCIANO. Paolo Mazzei non sarà il prossimo sindaco di Larciano. Ma, c’è da scommetterci, sarà senz’altro una spina nel fianco per la maggioranza di centrosinistra che sosterrà Lisa Amidei. «Sapevamo fin dall’inizio che Larciano era un comune difficilmente contendibile – sostiene Paolo Mazzei – ma sono fiero di aver combattuto una battaglia che porta la lista del centrodestra unito al 20,53% dei suffragi. Entriamo in consiglio comunale con 4 consiglieri, tutti motivati a non fare alcuno sconto al sindaco, che pure può vantare una maggioranza così schiacciante».
«La nostra campagna elettorale – conclude il neo consigliere comunale – non termina certo oggi. È solo l’inizio di un cammino che porterà alla fine ad espugnare anche questa roccaforte della sinistra».
Insieme a Paolo Mazzei, entrano in consiglio comunale anche Alberto Barni con 73 preferenze (espressione di Fratelli d’Italia, che dimostra così di essere il partito più rappresentativo del Centrodestra a Larciano) , Patrizia Alfani con 35 ed Elia Rinaldi con 25 consensi personali. Quest’ultimo, ex maresciallo dei carabinieri in pensione, ha raccolto lo stesso numero di consensi di Simona Carli. Ottiene però il seggio in virtù della sua maggiore età anagrafica.
Amarezza senza se e senza ma, invece, Tra le fila del Pci. Per un pugno di voti non è scattato il quoziente che avrebbe consentito ai compagni “duri e puri”di conquistare almeno un seggio. «Purtroppo paghiamo le troppe divisioni a sinistra – puntualizza il segretario provinciale Manuelo Zara – che hanno impedito la nascita di una lista comunista più ampia. Se fosse stato possibile un percorso comune ad esempio con Rifondazione Comunista, oggi magari ci troveremmo a commentare un esito diverso». Sulla stessa lunghezza d’onda il portavoce Marco Lotti, chericonosce «la mancata attrazione verso quegli elettori che nel 2016 votarono per la Lista Alternativa per Cambiare Larciano. Inoltre, per vari motivi, siamo scesi in campo troppo a ridosso della data del voto. E questo, alla fine ci ha penalizzato».
G. F.
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